La cura delle parole
Le parole sono oro, materia preziosa capace di custodire le storie. Aver cura delle parole nelle relazioni è un gesto di umanità, di responsabilità e partecipazione. Una parola non vale l’altra, i bambini e le bambine lo sanno per averlo imparato spesso sulla loro pelle. Le parole possono essere lievi e accompagnare ai voli, o pesanti, taglienti, schiaccianti. Possono essere luminose e misteriose, esatte o sciatte. Tra le pagine di questo libro è ospitato un percorso personale attraverso alcune parole scelte fra quelle che più hanno toccato l’autrice. Ogni parola un capitolo in cui si raccolgono esperienze vissute e fonti letterarie, linguistiche, musicali, visive. Suggestioni per cercare.
Storia di una famiglia imperfetta
“La storia della mia famiglia imperfetta non ha un unico punto di inizio. Se c’è un insegnamento che ho imparato negli anni è che, nella vita, nessuno ti avverte quando qualcosa d’importante sta cominciando. Non ci sono né i titoli di testa né un regista che dà il via alle riprese. Ogni decisione che prendiamo, ogni incontro che facciamo, ogni svolta che imprimiamo alla nostra esistenza, ha a che fare con qualcosa che è accaduto prima e che, nel tempo, ci ha reso le persone che siamo”. Trapanese ripercorre la propria storia in cui si intrecciano tante relazioni importanti, fino a quando, ormai adulto si trova a venir adottato mentre a sua volta adotta la piccola Alba con sindrome di Down.
Pensare senza parole
“Credo che il mio legame con gli animali derivi dall’esperienza di pensatrice visiva. Come molte persone autistiche, il mio spettro emotivo è limitato alle emozioni primarie […] provo anche felicità e tristezza, ma i sentimenti più complessi sono oltre la mia gamma di emozioni […]. Per provare un’emozione ho bisogno di vedere qualcosa o di rievocare un’immagine visiva”. Intrecciando aneddoti storici (fra i pensatori visivi si annoverano molti degli uomini più geniali d’ogni epoca, da Michelangelo a Einstein fino a Steve Jobs), esperienze personali ed evidenze tratte dai più recenti studi neuroscientifici, Grandin offre un’affascinante analisi di queste divergenti forme di pensiero e invita a scorgere in menti differenti «non una disabilità ma una risorsa» e a non lasciarsi sfuggire un’irrinunciabile opportunità di arricchimento.
La pedagogia speciale per il progetto di vita
Il testo vuole offrire uno sguardo transdisciplinare al tema del Progetto di Vita e cerca di mettere in luce la forte connotazione pedagogica della tematica offrendo sinergie possibili tra teorie e pratiche. Vengono approfonditi i fondamenti concettuali che orientano le progettazioni e le pratiche inclusive anche attraverso il racconto di esperienze concrete e di progetti innovativi così da fornire una cornice teorica e operativa in grado di promuovere una cultura della co-progettazione per ripensare su nuove basi il Progetto di Vita.
Giocare con miti, leggende e fiabe
Miti e leggende parlano di noi: non di fatti accaduti nel passato, ma di ciò che noi stessi siamo e di come cambiamo. Descrivono incontri, relazioni, esperienze che portano a vitali trasformazioni; rivelano significati e simboli eterni che ci permettono di riconoscerci, immaginare il futuro, trasmettere saperi e risorse, gestire regole ed emozioni. In 85 racconti e altrettante attività, il libro mette in gioco la natura versatile delle storie per dare loro nuove, inaspettate vite: a scuola, nella formazione degli adulti, in piccoli gruppi o anche da soli, attraverso la scrittura o il movimento, il disegno o l’immaginazione.

