Per amore del futuro
“Elaborare il passato e progettare il futuro avviene nel presente sempre mobile presidiato dal docente, con tutta la sua consapevolezza di finitudine, temperata dal costante confronto coi ragazzi, radicalmente giovani, ogni anno nuovi […] tutti i veri maestri procedono in equilibrio sull’orlo del baratro: devono imprimere speranza e allo stesso tempo delimitare il campo delle aspettative, edificare barriere e produrre energie per superarle, dettare gli ordini ma insegnare a discuterli”. In queste pagine Eraldo Affinati, attingendo a decenni di esperienza scolastica, propone una riflessione radicale sul gesto educativo.
Diversamente intelligenti
Partendo dalla sua esperienza clinica, Stefano Vicari racconta come funziona un cervello che non segue le vie convenzionali. Autismo, ADHD, dislessia, plusdotazione e altre forme di pensiero “fuori dallo schema” vengono narrate con chiarezza e rispetto, intrecciando spiegazioni scientifiche, casi concreti e interventi pratici. Si delinea così una mappa che aiuta a riconoscere i segnali, comprendere i comportamenti e valorizzare le risorse di chi percepisce e apprende in modo diverso. Perché la diversità non è un ostacolo da rimuovere, ma un potenziale da sviluppare.
Costruire ambienti inclusivi con le tecnologie
Il libro, tramite numerosi contributi che offrono diverse prospettive sul tema, illustra, in modo pratico e diretto, che cosa e quali sono le tecnologie assistive, e come queste possono diventare uno strumento collettivo, utile e inclusivo per supportare processi di insegnamento-apprendimento senza dimenticare il loro uso nel tempo libero. Non è la tecnologia in sé che impatta positivamente sulla persona e crea inclusione, ma l’uso che ne viene fatto e l’ambiente accogliente, stimolante, supportante e accessibile all’interno del quale viene usata.
Imparando da mia figlia
Kittay è una delle voci più autorevoli nell’elaborazione dell’etica della cura e, in questo volume, offre il punto di vista privilegiato di una madre a partire dalla sua relazione con la figlia Sesha, una donna con disabilità intellettiva grave. Intreccia la componente autobiografica con il rigore critico dell’indagine filosofica per fondare una teoria della cura, mettendo in luce come la disabilità, e in modo emblematico quella intellettiva, può riorientare il dibattito sulla condizione umana. Gli esseri umani vivono in condizioni di dipendenza reciproca e attraverso un corpo vulnerabile e mutevole ma la dipendenza può diventare principio generativo di convivenze e responsabilità.
Il volo del tacchino
“È stato molto difficile: dove si trova la forza per farsi andar bene, e poi perfino celebrare, la vita del proprio figlio, sapendo che sarebbe stato emarginato, incapace di raggiungere certi obiettivi, che non si sarebbe mai sposato, non avrebbe mai avuto figli, né studiato, né intrapreso una carriera gratificante? Soltanto dopo tanto dolore e tante paure sono riuscita ad arrivare a un punto cruciale: Luca va bene così com’è” […] Ricordo però il momento in cui qualcosa dentro di me è scattato. Ho preso Luca in braccio, l’ho guardato – anche se lui invece guardava le ombre e la luce tra gli alberi – e gli ho detto: “Sei così? Sei diverso? E io per dispetto ti amerò più di ogni altra persona al mondo, per tutta la mia vita. Il tuo essere così lontano da ciò che mi aspettavo non mi impressiona più. In qualche modo ce la faremo”.

