Una fuga da Oscar
È Oscar che racconta della sua vita tranquilla in una residenza per anziani dove abita insieme al nonno che si è sempre occupato di lui. Amato da tutti gli ospiti, sa rendersi utile in mille modi e segue le regole senza mai sgarrare. Ma quando il nuovo direttore annuncia un consistente aumento delle rette il mondo gli crolla addosso. Lui e il nonno non si possono permettere altre spese e dovranno andarsene. Sarà Jimmy, un nuovo ospite della residenza a proporgli la soluzione: deve uscire da lì, per poche ore gli dice, ma ha bisogno di aiuto visto che è attaccato ad una bombola di ossigeno e piuttosto malandato. Deve portare a termine alcune cose che ha lasciato in sospeso nel corso della sua vita non proprio onesta. Se Oscar lo aiuterà avrà in cambio i soldi che gli occorrono. Il ragazzino è combattuto ma farebbe qualsiasi cosa per aiutare il nonno e accetta. A loro si unisce Natasha, figlia del nuovo direttore, mentre quella che doveva essere un’uscita di poche ore si trasforma ben presto in un’avventura in cui di continuo si trasgredisce alle regole e il ritorno alla residenza sembra sempre più lontano. Intanto il rapporto fra i tre si fa sempre più stretto anche se Oscar fatica sempre a non comportarsi da “bravo ragazzo”. La gita di poche ore si trasforma in un accompagnamento tenerissimo da cui il ragazzo ricava anche un grande insegnamento: “si vive una volta sola […] essere buoni è una scelta. Vale per tutti: non importa cosa ci è successo in passato. Non importa come si comportano gli altri. Essere buoni è una scelta, e sta a noi scegliere di essere buoni”.
Il lupo
“Di nuovo la questione della paura. Del saperla ammettere. Cosa siamo noi per il bosco? Uno sciame irrequieto di luci che si aggira goffo e timoroso al suo interno […] più tardi, nella casetta, in questa notte: il lupo graffia alla porta. Jörg si alza e lo fa entrare. Il lupo si sdraia vicino al letto e veglia su di noi”. È Kemi che racconta della settimana passata ad un campo estivo fra i boschi dove non aveva nessuna intenzione di andare. Dice di non amare la natura ma in realtà non ama mettersi in gioco né affrontare i problemi che si possono presentare nel rapporto con gli altri. Deve condividere l’alloggio con Jörg, oggetto di scherzi e maltrattamenti da parte di tre bulletti. Ma mentre lui cerca di defilarsi e non farsi notare, Jörg subisce tutto senza mai sottrarsi e nascondersi, trovando il coraggio di non accettare l’esclusione pur senza nascondere la paura che si porta dentro e che, nel romanzo, è rappresentata da un lupo misterioso che ogni notte si aggira intorno alla loro casetta.
Storia di Emme
“Emme a volte non sa capire come sta. Emme ha troppi pensieri e quando si accavallano uno sopra l’altro, finisce lo spazio […] Non sopporta le luci troppo accese e gli odori che graffiano il naso. Emme manga solo poche cose, perché le altre assaltano la bocca”. Un bell’albo che, attraverso le parole degli autori (padre e figlio) e le potenti illustrazioni che le accompagnano, racconta il mondo della neurodivergenza dal di dentro.
Gli inventatutto : la macchina sotterraossi, un berretto di lana e una papera
Mis e Mus sono amici per la pelle. Tutti e due sono inventori geniali, tutti e due combattono i cattivi (quando ci sono), tutti e due indossano strani cappelli di lana. Ma quando una papera con tante avventure da raccontare (ma saranno poi vere?) si presenta alla loro porta e si infila anche lei un cappello di lana in testa, le cose si complicano: bisognerebbe proprio inventare una macchina anti-gelosia. Il libro è stampato con font leggimi che ne consente la lettura anche a chi ha difficoltà.
Come un fiume. Una storia chiamata femminismo
Quando la professoressa assegna una ricerca su una donna che ha contribuito a cambiare la società, da consegnare l’otto marzo, Nora e le sue amiche sono perplesse. Devono parlare di Beyoncé, di Federica Pellegrini, di un’eroina dei fumetti? E poi, perché consegnarla proprio l’otto marzo? Con l’aiuto di nonna Margherita e della mamma di una di loro, tra chiacchiere, compiti, messaggi di gruppo e un pizzico di rivalità, il gruppetto, in cui si sono inseriti anche Carlo e Simone, scopre che la storia dei diritti delle donne non è un argomento antico, ma qualcosa che parla direttamente a loro e al presente.

