Del buio non ho paura
“In questa casa si va e si viene. Nomi, volti, storie, etichette, libri, vestiti, scarpe entrano ed escono. Bambini e adulti […] non faccio mai domande tanto so anche quello che nessuno mi dice. Ho capito troppe cose. Anche se non ci sono arrivato subito. Papà in carcere, mamma al cimitero”. Un bel graphic novel che dà la parola a Leonard: cresciuto in una casa-famiglia, deve fare i conti con il suo passato e la vita esterna alla casa, la scuola, una ragazzina che gli piace. Gli autori hanno scelto di raccontare una storia che, pur se inventata, fa riferimento ai tanti bambini e ragazzi vittime di violenza assistita “figli che hanno perso la madre per mano del padre, bambini e ragazzi che hanno subito un lutto a causa di una ingiustificabile violenza ritrovandosi di fatto ad aver perso entrambi i genitori. Ogni storia è sempre una storia a sé. Io – dice Silvia Vecchini – ho voluto raccontare l’ombra lunga che la violenza può gettare sulla vita di chi sta crescendo”.
E se il mondo salta in aria
Juri e Ava sono chiusi nelle loro stanze, lui ha paura di tutto e solo nella sua camera si sente al sicuro e lei perchè è in punizione. Senza motivo apparente, Ava gli manda un messaggio vocale cui lui risponde. È l’inizio di un fitto dialogo sempre più profondo sui rispettivi sogni, imbarazzi, timori di essere sbagliati, di non essere amati. Un bel romanzo fatto di botta e risposta fra due ragazzini soli che sapranno creare un’amicizia profonda. Si porgeranno la mano a vicenda nel tentativo di superare le proprie difficoltà scoprendo che se non si è da soli si fa meno fatica.
Un amico in più
“Una mattina Leo se ne stava seduto sui gradini davanti a casa sua ad ammirare l’alba […] gli sarebbe piaciuto avere qualcuno accanto […] se non condividi le cose belle con qualcuno, come fai a essere sicuro che non siano frutto della tua immaginazione?” Leo è un bambino, vive in riva al mare in completa solitudine e prova a condividere con diversi animali l’emozione del momento ma senza risposte. Poi da lontano arriva Teo. Nessuno dei due sa cosa sia un amico ma provano a costruirlo con sabbia, foglie, sassi senza alcun risultato. La storia di un’amicizia che nasce dalla condivisione di cose semplici e dalla vicinanza, accompagnata da immagini delicate e poetiche.
Da dove vengono le mie lentiggini?
Lisse ha dodici anni, vive con la madre e il suo compagno Jamal che ama moltissimo. Il padre biologico è sempre stato un’assenza lontana, di cui la madre non parla. Ma quando arriva la notizia della sua morte quel vuoto diventa ingombrante. È lei che racconta dello smarrimento che prova e della decisione di partire, insieme alla madre, per un viaggio nei luoghi del passato, da cui emergeranno ricordi, canzoni, storie mai dette e verità difficili da affrontare. E pian piano la figura di questo padre mai conosciuto prende forma e le accompagna, aiutandole a dirgli addio.
Giovani liberi partigiani
Un viaggio dentro la Resistenza italiana, attraverso le vite di sei protagonisti che hanno deciso di “disobbedire” e prendere in mano il proprio e altrui destino. Le storie di Rosario Bentivegna, Teresa Mattei, Giorgio Marincola, Tina Anselmi, Bianca Guidetti Serra e Ughetto Forno raccontano una generazione che ha detto “no” all’ingiustizia e “sì” a pace, rispetto e uguaglianza, diritti per cui si è dovuto lottare anche dopo, quando l’Italia era già una Repubblica, dimostrando che la vocazione alla resistenza non può mai cessare.

