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Di quante persone abbiamo bisogno?

Anna Font
Terre di Mezzo
2026

Di quante persone abbiamo bisogno per… nascere? E per crescere? E per salire su un elefante? E per cambiare una lampadina? Un albo coloratissimo, tanti indovinelli divertenti (e risposte originali scritte in piccolo, a rovescio) per riflettere sul modo di stare con gli altri e sul valore delle relazioni.

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Il libro che inizia dalla fine

Séverine Vidal e Louis Thomas
Nomos
2026

“Quando ci penso, mi ritrovo su una strada che gira, gira in tondo, all’infinito”. E così, via via, le pagine di sinistra di questo bell’albo si aprono sempre con quel quando ci penso ma propongono poi nella pagina di destra tutti i dubbi, le domande e i pensieri che i bambini non sempre riescono ad esprimere e a condividere. Parlare della morte suscita emozioni e reazioni diverse in ciascuno ma parlarne e viverla pienamente è il modo migliore per affrontarla.

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Dove nasco ogni giorno

Arianna Papini
Camelozampa
2026

“Io nasco ogni giorno nell’abbraccio che mi nutre”. Dall’abbraccio morbido di una nonna alle braccia protettive di un padre, dalla presenza affettuosa di un fratello al sostegno costante di una famiglia, tradizionale o no, le figure stilizzate di questo bell’albo raccontano gli innumerevoli modi in cui un bambino viene amato.

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Nika, Lotte, Girasole!

Thomas Wellmann
Sinnos
2026

Nika ama il metal, i videogiochi e l’azione, Lotte è atletica, precisa, super intelligente e Girasole ama trascinarsi dietro le cose, è buffa e impacciata, ma sa fare perfette palle di neve. L’albo racconta le avventure delle tre ragazzine, tra case sull’albero, schermaglie romantiche, furiose gare con i carretti, giochi da tavolo e l’amicizia, quella vera. Il libro è stampato con criteri di alta leggibilità che lo rendono fruibile anche da chi ha difficoltà di lettura.

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Fratelli

Marie Le Cuziat, Hua Ling Xu
Terre di Mezzo
2026

“Arùn è scuro come il caffè, Rey biondo come il grano. Uno è alto, l’altro più basso”. Sono diversi fisicamente ma anche nel carattere, così diversi che nessuno crede che siano fratelli. Un bell’albo che invita a pensare che “essere fratelli vuol dire somigliarsi, ma anche no. Vuol dire allontanarsi per poi trovarsi […] ci sono mille e un modo per essere fratelli”.

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Canguro Papini

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