La ragazza con lo zaino verde
“E vorrei urlarlo in faccia a tutti che io, Alida Aspesi, sarò pure nata fascista perché non ho avuto scelta, ma adeso che so come stanno le cose, che i miei occhi davvero vedono, io scelgo di non esserlo. Non so ancora bene chi sono, ma di certo non sono questa divisa”. E’ ambientata alla fine degli anni ’30 del Novecento in un paesino al confine con la Svizzera, la storia di Alida che, di fronte alle leggi razziali e alle minacce subite dalla zia e dal padre, decide da che parte stare.
Figlia di Luna
La piccola Tia deve fare i conti con una madre resa distante da una malattia che le impedisce di avere una relazione sana con la figlia. Dopo l’ennesimo tentativo del padre di curarla, entrambi i genitori scompaiono lasciandola sola. Sotto forma di fiaba ambientata in un mondo sconosciuto, il graphic novel segue le vicende della bambina disposta tutto pur di guarire la madre.
Le parole possono tutto
“Sara, le parole possono tutto […] la parola fa, crea, fa esistere, accadere”. Sara è chiusa in se stessa, ostile e ribelle dopo la separazione dei genitori e un incidente che le ha lasciato brutte cicatrici. Costretta a svolgere lavori socialmente utili, dovrà recarsi presso una casa di riposo dove l’incontro con un uomo apparentemente profondo conoscitore dell’ebraismo le farà vedere le cose sotto una nuova luce. Studiare con lui l’alfabeto ebraico la porterà a riflettere e a far emergere la vera Sara. Come dice l’autrice “tutto quello che non posso dire, non nasce. Nella poesia, certo. Ma anche nella vita. Sono i nostri desideri, i colloqui segreti con noi stessi e le parole scambiate con gli altri. Parole che potrebbero far iniziare qualcosa di nuovo, ma anche cambiare qualcosa che c’è già, riparare, salvare, oppure salutare, lasciar andare”.
Ladra di jeans
Gemma e Padma sono diversissime, la prima deve fare i conti con un fisico non allineato a quanto vorrebbero i media mentre l’altra non si cura del suo aspetto ma è concentrata sullo studio e lama moltissimo leggere. Gemma ne è attirata come una calamita ma nello stesso tempo ne detesta la semplicità e la capacità di stare bene con se stessa e con gli altri. La loro amicizia ne sarà travolta. Mentre non possiamo che prendere le parti di Padma, proviamo un moto di tenerezza per Gemma e la sua ricerca di un “posto dove ognuno di noi, e intendo tutti, proprio tutti, possa sentirsi bello perché non esiste il brutto. Un posto senza differenti, dispari o stonanti […] se non troverò il luogo giusto, allora lo costruirò, lo inventerò. Una soluzione si trova”.
Rose fuori dal mondo
Da quando Rose è stata espulsa, insieme alla madre e al fratellino, dalla comunità ultrareligiosa dei Pellegrini, la sua vita si è complicata moltissimo. Affrontare il mondo esterno e liberarsi dei pregiudizi e delle rigidissime regole della comunità non è semplice e la porta a sfiorare ambienti malsani e sfruttamento sessuale anche attraverso la diffusione in rete di foto porno. Deve fare i conti anche con il desiderio del fratello di tornare a quell’ambiente protetto dove è rimasto il padre. Saprà venirne fuori a prezzo di rinunce e scelte impegnative. Un romanzo che ha il coraggio di affrontare tematiche difficili e complesse attraverso una storia che permette di immedesimarsi e non sentirsi soli ai tanti ragazzi in situazioni analoghe a quelle di Rose e della sua famiglia.

