Le stelle
“Mi chiamo Yakov […] tutti i giorni accompagno le mie sorelline al parco […] ho una vera passione per lo spazio. Sono sicuro che un giorno andrò sulla luna, su Marte, su Titano o Ganimede”. Siamo a Montreal e chi racconta è un ragazzino ebreo. Lo vediamo mentre siede sulla panchina immerso nella lettura, dimentico delle sgridate del padre che lo vorrebbe ad aiutarlo in negozio. Un giorno incontra Aïcha che ha la sua stessa passione. I due diventano inseparabili ma non hanno fatto i conti con le loro famiglie, entrambe rigidamente osservanti. La bambina è musulmana e il padre le vieta ogni contatto con Yakov e finisce per trasferire la famiglia. Ma i due bambini non smetteranno di credere nei loro sogni e arriveranno a realizzarli.
La casa del contrabbandiere
“Mio padre sa andare in bicicletta con una gamba sola. Del resto ne ha una sola. Una e mezzo, per la precisione. Sa andare in bicicletta con una gamba sola indossando un marsupio sul davanti con un bebè dentro e con le stampelle sul manubrio. Personalmente non l’ho mai visato portare un bebè, perché quel bebè ero io”. Ole ha tredici anni e racconta in prima persona della sua famiglia, del padre che, pur senza una gamba riesce a fare di tutto, della madre in procinto di partire per il Tibet e dello zio Arie che ha un deficit cognitivo importante e vive in un istituto. Quando, insieme al padre, si ritrova a trasferirsi nella casa ereditata da un nonno di cui non sa nulla e che non ha mai conosciuto, scopre pian piano perché il padre si rifiuta di parlarne e come mai il suo ricordo non sia piacevole per nessuno.
La secchia rapita
“A me non è mai piaciuto giocarci alla guerra!”. Siamo nel 1300, le rivalità fra i bolognesi, fedeli al papa, e i modenesi, sostenitori dell’imperatore, sono sempre più accese fino a culminare nella battaglia di Zappolino che lascia sul campo più di 2000 morti. Attraverso gli occhi di due ragazzini, seguiamo gli eventi che culminano nel leggendario furto di una secchia di legno, che i modenesi considerano trofeo di guerra e simbolo della loro vittoria. Proprio questa assurda conclusione apre loro gli occhi sulla vera natura della guerra.
La bestia dentro
“La parte peggiore delle mie paure, la cosa che temo di più al mondo, è la paura della paura stessa. È un vero e proprio mostro, un essere demoniaco che urla e mi vortica dentro, una bestia insaziabile che non smette mai di crescere e crescere […] e se non è tenuta sotto controllo, potrebbe trascinarmi, urlando, al limite della mia sanità mentale, oltre il quale si apre il baratro della pazzia”. È Elliot che racconta e ci permette di toccare con mano le sensazioni che prova da quando è nato, la paura folle di oggetti, situazioni e persone che non siano la madre, la zia e il medico curante. Elliot non esce di casa, vive barricato in camera e tiene sotto controllo la sua paura con pillole che la farmacia gli procura periodicamente. Tutto sembra funzionare finché la vigilia di Natale una tempesta di neve blocca le strade, le pillole sono quasi finite e il ragazzino si ritrova solo in casa in attesa della madre e della zia che sono alla ricerca del medicinale. Qualcosa però va storto, le donne vengono sequestrate da due improbabili rapinatori e lui non ne ha più notizia, i telefoni sono fuori uso mentre le pillole sono finite. Così Elliot si costringe ad uscire per mettersi alla loro ricerca. Sarà una notte difficilissima in cui dovrà fare i conti con i suoi mostri mentre fugge terrorizzato dalle persone che incontra. Si ritroverà alle soglie della casa della zia dove si sono rifugiati i rapinatori e, mentre deve decidere cosa fare, scopre di riuscire a fare i conti con la sua paura che “la sentivo allora e la sento adesso. Ma è diversa … Sento che è giusta, in un certo senso. È ancora strana – come può essere normale avere così tanta paura? – ma è la mia paura strana. Sono io. È quello che sono”.
La signora dei libri
Quando Jella Lepman fu incaricata di occuparsi della ricostruzione in Germania dopo la fine della guerra, dedicò tutte le sue energie e il suo tempo ai bambini e alla necessità di nutrire le loro menti e i loro cuori con i libri. Organizzò una grande raccolta chiedendo aiuto a tanti paesi che inviarono romanzi e albi illustrati che hanno segnato l’inizio della grande biblioteca di Monaco e la storia di Ibby, un’organizzazione no-profit il cui obiettivo primario è quello di promuovere la letteratura per l’infanzia in tutto il mondo. L’albo racconta la sua storia ai più piccoli.

