Le ventisettesveglie di Atena Ferraris
“Siamo tutti diversi, e quindi nessuno è diverso. Anzi: siamo tutti diversi, e quindi nessuno è strano. Non c’è niente di strano nell’essere diversi. La vera stranezza è non essere strani” dice la madre di Atena, con cui la figlia si confronta quotidianamente, anche se solo nella sua testa. La madre è morta, lei vive da sola in compagnia di ventisette sveglie per ricordarsi ogni giorno di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Così mantiene l’equilibrio, aiutata anche dalla rivista di enigmistica che cura personalmente. Atena ha un gemello che la trascinerà ad una scuola di magia dove pare sia stato commesso un crimine. Costretta ad abbandonare il suo guscio, lo aiuterà a risolvere il mistero e scoprirà che può mettersi in discussione e provare ad aggirare qualcuna delle regole che si è costruita senza che sia la fine del mondo.
Sindrome di Down scuola primaria
Una guida pratica per affrontare alcune delle più comuni situazioni problematiche e comportamenti tipici di bambini con Sindrome di Down, fra le competenze adattive e sociali, le capacità di comunicazione e i percorsi di apprendimento. Il libro ne analizza le caratteristiche e propone strategie di intervento avendo sempre presente che quei bambini possono avere comportamenti problematici, ma non sono bambini problematici.
Caro signor Meyer ti racconto
“Nella scuola ospedaliera, dove l’essenziale balza subito in evidenza, la cura della relazione è la condizione stessa senza la quale non è possibile condurre nessuna attività educativa. Le circostanze estreme costringono a rendersi manifesto il bisogno di sostenere tutta la proposta educativa attraverso una relazione autentica” sostiene l’autrice che dal 2016 lavora presso la scuola primaria all’interno dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e in questo libro, rivolgendosi idealmente al suo fondatore, racconta la sua esperienza e le storie dei tanti bambini che ha incontrato.
Autismo e istruzione come la vedo io
Come valutare un efficace programma educativo? L’importanza di interventi precoci, sviluppare il talento, migliorare la flessibilità, limitare il tempo davanti allo schermo. Sono solo alcuni dei punti cui, partendo dalla sua esperienza diretta, la neuroscienziata cerca di dare risposta mentre propone tecniche e strumenti efficaci per affiancare i bambini nello spettro autistico, suggerendo la necessità di concentrarsi sui loro punti di forza.
La mia vita come la vostra
“Le cose sarebbero potute andare diversamente. Le cose potrebbero sempre andare diversamente. Ma chi sarei diventato se non fossi nato con una miopatia congenita? Ci sono vite vissute e vite non vissute, le prime contengono le seconde come l’acqua contiene una bolla d’aria […] sapevo camminare, ma non correre. Sapevo alzarmi da terra ma solo se avevo qualcosa a cui reggermi. All’aperto, sul terreno irregolare, avevo bisogno della carrozzina, che per me significava libertà. Dagli inciampi, dalle cadute, dalla stanchezza. Niente di tutto ciò era una novità: per me era sempre stato così. Sono sempre stato me stesso. Il dubbio era chi sarei diventato […] A un certo punto ho smesso di preoccuparmi quando parlavo con i medici. A un certo punto ho smesso di parlare con i medici, a meno che non avessi un problema concreto e circoscritto per cui chiedere aiuto. A un certo punto ho smesso di considerarmi qualcosa da riparare […] Con queste parole, con questo libro, mi creo uno spazio nel mondo. Se ci riesco, trasformo un pezzetto di mondo, il mio pezzetto, con questo libro, con queste parole”. L’autobiografia dell’autore, un confronto aperto con la propria disabilità e i propri desideri, i pregiudizi e i limiti delle istituzioni e, insieme, una riflessione che attinge all’arte e alla filosofia.

