Disabilità e relazioni sociali: temi e sfide per l’azione educativa
Come sostiene l’autore “al centro di questo libro c’è dunque la dimensione relazionale della disabilità, questione che intendo porre a chi si interessa al tema, a chi si prepara a lavorare o è già professionalmente impegnato in servizi educativi, istituzioni scolastiche, servizi sociosanitari. La relazione ci porta al centro della stessa professione e responsabilità educativa. Quando è in gioco la disabilità, infatti, si invocano spesso, norme, leggi, diritti, istituzioni, misure e strumenti specifici, destinazione di fondi, ecc., tuttavia, solo l’azione educativa ha come peculiarità propria e fondante la relazione. Si tratta dunque di una questione non certo teorica, ma con un impatto concreto e diretto sulle modalità attraverso cui viviamo la disabilità, sulle nostre azioni, sul lavoro educativo e pedagogico”. Una riflessione con l’obiettivo di costruire azioni educative centrate sulle persone, i loro rapporti e il loro futuro.
Quando tutto diventò blu
“La prima volta successe in treno di ritorno da Bologna. Non so cosa mi prese. Era come tremare tutta […] il cuore sembra impazzire … devi calmarlo … devi calmarti […] all’inizio il dottore ti fa prendere poche gocce … hanno un sapore buono di big babol … l’effetto è quasi immediato. Quando lo usi spesso l’odore ti nausea”. Un graphic novel, tutto sui toni del blu, che segue una ragazza alle prese con paure e attacchi di panico che cerca la strada per ritrovarsi e rialzare la testa.
Dopo di noi: l’attuazione della Legge 112/16 Monitoraggio 2019-2020
Dopo un anno dall’entrata in vigore della legge 112/16 conosciuta come la “legge del dopo di noi”, si è costituito il comitato Officina Dopo di noi con il compito di promuovere la cultura dell’inclusione e supportare l’attuazione della legge. Il corposo volume raccoglie le osservazioni effettuate nel corso di un biennio sulle disposizioni di assistenza in favore di persone con disabilità prive del sostegno familiare.
Il museo per tutti
I luoghi della cultura sono al centro di questa pubblicazione che riflette sull’ accessibilità museale intesa soprattutto come un modo di pensare all’esperienza di visita, immedesimandosi nelle prospettive di persone diverse. Le declinazioni possono essere molto articolate: non solo la rimozione delle barriere fisiche, ma anche la leggibilità e la comprensibilità di un testo, o una formazione adeguata del personale di sala. Un processo che attraversa il museo nella sua interezza e impone una reale innovazione delle pratiche, verso una democrazia possibile e un nuovo concetto di cittadinanza. Il testo, attraverso la comprensione di quali sono le barriere e gli stereotipi che si incontrano in questo ambito, vuole proporre domande e sollecitare ricerca di soluzioni ed esperienze attorno all’accessibilità museale come paradigma culturale. Per portarci verso un futuro dove dai diritti di accesso alla cultura non sia escluso nessuno, e in cui il museo sia davvero “una casa dove abita una comunità attiva che partecipa e collabora, ricerca e scambia risultati con l’intento di crescere assieme”.
Prometto che ti darò il mondo
“Vorrei che questo libro fosse per voi quello che la vita è stata per me. Dicono che il mondo sia privo di confini, che ora possiamo andare dove vogliamo e che siamo liberi di essere ciò che vogliamo. Forse, prima di compiere i miei diciannove anni, anch’io la pensavo così. Ma ora è tutto diverso […] dieci anni fa tutto è cambiato. È pazzesco, ma forse è proprio quando la vita prova a immobilizzarti che tu decidi di oltrepassare i confini […] questo libro parla di morte e di rinascita e della linea sottile che divide queste due realtà di cui si dice così poco”. Il racconto in prima persona dell’incidente che l’ha costretta a cambiare prospettiva, del lento recupero e dell’incontro con Andrea che sarà poi suo marito. Con lui si ritrova a scalare il Machu Picchu, a salire sulla Muraglia cinese, a contemplare la fioritura dei ciliegi in Giappone per scoprire che ogni viaggio è una nuova occasione per cambiare prospettiva, mettersi alla prova, conoscersi meglio e comprendere, infine, che i limiti sono innanzitutto dentro di noi.

