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Autore: Annalisa Brunelli

Una specie di scintilla

“Mi chiamo Addie. Ho undici anni e sono autistica […] questa cosa non mi spaventa. E non me ne vergogno. Fa solo parte di quello che sono. Essere autistici non è diverso dall’essere mancini o daltonici. Significa che percepiamo il mondo in modo diverso. E mentre alcune persone potrebbero interpretarlo male, io so che è solo parte di quella che sono. Non posso essere curata. Non voglio esserlo. E’ semplicemente un aspetto della mia vita […] Penso che essere diversi sia una buona cosa. Finchè non si fa del male a nessuno. Nel mondo abbiamo bisogno di tutti i tipi di diversità.” Addie a scuola incontra molte difficoltà sia nelle relazioni con l’insegnante e con le compagne che la prendono in giro. La scoperta che nel suo paesino diverse streghe sono state uccise le offre l’occasione per far riflettere sulla diversità e la sua accettazione. Non sarà facile ma troverà diverse alleate.

Il germoglio che non voleva crescere

“Era primavera e tutti i semi nel terreno erano pronti a crescere […] Tutti tranne uno… Un piccolo seme non era nemmeno spuntato”. Coccinella e Formica decidono di aspettare. La loro attesa sarà ricompensata da una pianta rigogliosa che pur nell’intrico della foresta, troverà la strada per crescere. Intanto il tempo passa e le stagioni si succedono. Ma anche i due animaletti capiranno che dopo ogni inverno arriva sempre una nuova primavera, che è necessario rispettare i tempi di ciascuno sapendo che troverà il posto migliore dove fiorire.

i quaderni di #intantofaccioqualcosa

Nel periodo più difficile dell’emergenza sanitaria per la pandemia da Covid-19, quando il lockdown ha costretto tutti a stare in casa, uovonero ha postato numerosissimi video e materiali scaricabili che hanno permesso di trascorrere qualche ora in leggerezza. Pensate soprattutto per le famiglie e i bambini con difficoltà, ma non solo, adesso le attività sono state raccolte in una collana i quaderni di #intantofaccioqualcosa che riprende il titolo dei post. Sono usciti per ora i primi tre volumetti accomunati da una particolare attenzione alla leggibilità, con istruzioni semplici e sintetiche, dettagliate punto per punto e accompagnate, nel caso delle ricette, da fotografie descrittive e chiare.

Ho catturato uno gnomo

“Gli gnomi esistono e questa storia è vera”. Iniziano così le peripezie del piccolo protagonista perseguitato da spiacevoli incidenti. Quando scopre che sono tutti provocati da un omino malevolo decide di provare a catturarlo. Ci riuscirà ma dovrà fare i conti con la sua furbizia e non sarà semplice trovare un accordo. Una storia divertente per primi lettori che utilizza il font leggimi per permettere anche a chi ha difficoltà di seguire questa storia divertente.

Bianco è il colore del danno

“Il dottore mi ha ricordato che la parola diagnosi in greco significa “riconoscere attraverso”. E penso sia questo il patto con la stanza vuota e smucchiata: non posso guarire ma posso ri-conoscermi attraverso l’esperienza della malattia. Non posso abitare quella stanza come prima, ma posso mettere ordine nei pezzi che la bufera ha sbalzato a terra. Non posso spostare l’asse del tempo e riportarlo indietro, ma posso provare a non essere schiacciata dal presente e dal futuro. Ho imparato in fretta che il malato vive al presente, tende a seppellire il passato, perché il passato è la stanza ancora in ordine, e trascura il futuro, perché è il tempo del potrei ma non so”. La scoperta della malattia è per l’autrice l’occasione per una riflessione coraggiosa e sincera su se stessa, il suo rapporto con la famiglia, il lavoro e le cure.