Il mio Afghanistan
Partito dal suo Paese a dieci anni, un mese dopo la morte del padre, ucciso dai Talebani, Gholam è arrivato in Italia a sedici anni, da solo, come minore straniero non accompagnato. Ha già raccontato del suo viaggio attraverso Afghanistan, Pakistan, Turchia e Grecia, dove ha lavorato prima di approdare a Marghera, dopo 73 ore trascorse sotto un camion per fuggire alla guerra. La sua storia era stata pubblicata dalla casa editrice la meridiana ma adesso potrà viaggiare ancora e in nuovi modi: il testo è stato realizzato interamente in simboli CAA dal gruppo di lavoro Librarsi della Cooperativa Accaparlante e potrà essere letto dai ragazzi e giovani adulti con disabilità cognitive o linguistiche, e da chiunque si approccia con difficoltà ai testi tradizionali e alla lettura, come i ragazzi e le ragazze straniere.


Stanno per iniziare le vacanze invernali quando il padre di Hank annuncia che ha in progetto una gita di famiglia. L’entusiasmo è alle stelle ma si smorzerà ben presto quando si scoprirà che la meta è il campionato di cruciverba. Lungo la strada sarà però possibile visitare altri luoghi e, soprattutto, andare al più grande parco divertimenti della zona. Purtroppo, la signorina Adolf ha assegnato ad Hank moltissimi compiti che dovranno essere finiti prima dell’arrivo al parco divertimenti. E’ solo l’inizio delle disavventure del ragazzino che, con l’aiuto del fido amico Frankie, cercherà di cavarsela con risultati imprevedibili.
Marco, un po’ per ripicca e un po’ per attirare l’attenzione, ha deciso che non vuole più mangiare frutta e verdura cui man mano aggiunge tutto quello che con i vegetali ha a che fare. Ma un giorno, mentre è in cucina a fare i compiti, gli arriva una strana richiesta di aiuto da un mazzo di carote. Il ragazzino non crede ai suoi occhi ma incuriosito le segue per ritrovarsi proprio fra quei vegetali tanto odiati cui deciderà di dare una mano.
“Bisogna essere in due per fare un fratello”. Forte di questa convinzione, l’autore decide di scrivere una lunga lettera al fratello più piccolo in occasione del suo ventitreesimo compleanno. La storia di un legame fortissimo nato da subito, quando ha saputo che Salvo sarebbe nato con la sindrome di Down.
“Era affezionato a quell’albero che se ne stava lì immobile, ma che era così fremente di vita: le foglie ondeggiavano, la linfa correva, le ghiande nascevano e cadevano in terra in cerca di avventura. E poi le formiche, gli uccelli, i cani, i gatti, le lucertole […] i pensieri delle piante devono essere bellissimi, perché quando sto accanto a loro, quando mi arrampico sui loro rami, io mi sento felice”. Il rischio che un’amatissima quercia venga abbattuta è l’occasione per i piccoli protagonisti di studiare il modo di difenderla e approfondire le leggi e le disposizioni che tutelano l’ambiente. Il libro è stampato con criteri di alta leggibilità e con la font leggimi! che lo rendono accessibile anche a chi è alle prime armi o ha difficoltà di lettura.