Cappuccetto Arcobaleno
La famosa storia di Cappuccetto Rosso e del suo incontro poco piacevole nel bosco, rivisitata alla luce della recente pandemia di coronavirus rappresentato dal lupo. Il testo viene proposto in italiano, inglese e tradotto in simboli WLS per consentirne l’accesso anche a chi ha difficoltà di lettura con i codici tradizionali. Al libro sono allegati due mazzi di carte che permettono di dare spazio alla fantasia ed elaborare nuove storie.


Sette storie ambientate al giorno d’oggi per altrettante creature fantastiche che fanno parte del folclore popolare dell’Emilia-Romagna, accompagnate da schede che ne descrivono caratteristiche e pericolosità e danno indicazioni sul modo di difendersi. Inquadrando il qr code presente nel libro è possibile ascoltarle dalla voce dell’autrice e coglierne tutte le inflessioni e le cadenze tipiche della regione.
Una raccolta di piccoli racconti che ”non seguono una narrazione classica con un personaggio, un problema, una soluzione […] descrivono alcuni modi non tipici (tra i mille possibili) di sentire e di reagire, di emozionarsi e di vivere l’amicizia, gli affetti, la solitudine. I personaggi sono tanti, differenti e unici come le persone reali che li hanno ispirati. Le loro storie si intersecano, aprendo strade e possibilità. Non si sa dove vanno a finire, non si sa come né perché […] ma provano a disegnare una sensibilità che non assomiglia a quella della maggioranza delle persone. Ma non raccontano un mondo diverso perché il mondo è uno solo”.
“Milla ama giocare. E le salite impegnative che portano lontano. Le piace esplorare e guardare il mondo dall’alto”. Un albo che segue una vivacissima bambina nelle sue attività quotidiane e nelle sue avventure, nei momenti di gioia e in quelli bui. Solo guardando con attenzione le illustrazioni ci si accorge che sotto il vestitino spunta una protesi.
Studiando, attraverso fonti pubbliche e la documentazione di alcune associazioni di categoria, il decennio fra il 1968 e il 1977, l’autrice ha “tentato di capire come, storicamente, le persone co disabilità sono diventate cittadini attivi nel proprio contesto sociale e soggetti percettori di diritti […] è un primo tentativo di restituire dignità storica alle lotte di tante donne e tanti uomini che hanno preteso e ottenuto diritti fino a quel momento negati o addirittura per molti inconcepibili”.