I tre porcellini
La famosa storia raccontata attraverso pittogrammi in un libro tutto giocato sul rosa e sul nero che, pagina dopo pagina, si snoda in un percorso lungo due metri che segue i tre porcellini, la costruzione delle loro casette e le insidie del lupo. Se da una parte le pagine permettono di seguire la storia semplicemente “leggendo” le illustrazioni che, pur senza parole, trasmettono tutta l’intensità delle emozioni dei protagonisti, dall’altra parte si può anche seguire il racconto attraverso lo snodarsi serpeggiante di semplici frasi.
La nota che mancava
“E’ un tempo così, questo. E’ un tempo dove la gente sta dentro casa per paura di qualcosa che spesso neppure vede … E’ un tempo dove ti ritrovi i morti dappertutto … E se quello che senti … quello in cui credi finisce e muore pure lui, significa che non valeva granché […] le hai viste le facce stasera mentre suonavi questo coso? Io sì. Sarà pure stupido, ma è stupido tutto … è stupido questo tempo. E questa guerra è stupida. E’ tutto molto stupido. Ma come ci ha detto Carla quando è venuta a invitarci alla festa: “E poi che c’è rimasto se non questo?”. Dobbiamo difenderlo, Marisa. Lo devi difendere. Può servire. Serve”. E’ la voce di un organo portatile, ritrovato da una ragazzina in mezzo ai boschi, che racconta di donne e ragazzi, dell’inverno del ’43 quando i tedeschi facevano stragi fra i poveri villaggi delle montagne. Ispirandosi ai racconti orali da lui raccolti, Saccucci racconta dei piccoli gesti di resistenza compiuti da gente comune che desidera la libertà e una vita migliore e pur di ottenerla è disposta a rischiare tutto, anche la vita.
Disabilità e bellezza: generare significato nella relazione con l’altro
Nel chiedersi “in che modo anche la disabilità grave possa generare Bellezza in termini di relazioni positive, ammirazione, stupore e sorpresa”, gli autori propongono una riflessione sugli stereotipi che mostrano le persone con disabilità deboli e bisognose di aiuto e suggeriscono un cambio di prospettiva e di affrancamento dallo stigma negativo che permetta di generare risorse e benessere per sé e per gli altri.
L’accompagnamento nel progetto di vita inclusivo
“Un buon accompagnatore non è solo. Quello che non sa, cerca di capire a chi chiederlo. Sa esplorare il paesaggio avendo dei punti di rifermento. Sa a chi, quando e come chiedere. Affiancando che viene accompagnato, può anche trasmettergli queste capacità, oltre a trasmettere fiducia”. Una riflessione che, traducendo la relazione di cura in buone pratiche, indica la strada da percorrere nel tentativo di mettere in rete associazioni, agenzie formative e enti del territorio.
A Said piaceva il mare
Ultima uscita per la collana Parimenti che vede un gruppo di lavoro composto da persone con disabilità e non impegnate a tradurre in simboli classici della narrativa rivolti anche a giovani adulti con difficoltà di lettura e di accesso ai codici tradizionali. Questa volta la collana sceglie, invece di un classico, un inedito che l’autore ha deciso di pubblicare solo nella versione in simboli. Cinque racconti che hanno come protagonisti degli adolescenti. Alcuni sono in viaggio, o meglio in fuga dal loro Paese, altri sono innamorati ma troppo timidi per dirlo al mondo. Ragazzi con genitori complicati che vivono, a causa loro, vite in bilico o ragazzi così diversi da sentirsi sul collo, con paura, il giudizio costante degli altri.

