La secchia rapita
“A me non è mai piaciuto giocarci alla guerra!”. Siamo nel 1300, le rivalità fra i bolognesi, fedeli al papa, e i modenesi, sostenitori dell’imperatore, sono sempre più accese fino a culminare nella battaglia di Zappolino che lascia sul campo più di 2000 morti. Attraverso gli occhi di due ragazzini, seguiamo gli eventi che culminano nel leggendario furto di una secchia di legno, che i modenesi considerano trofeo di guerra e simbolo della loro vittoria. Proprio questa assurda conclusione apre loro gli occhi sulla vera natura della guerra.
La bestia dentro
“La parte peggiore delle mie paure, la cosa che temo di più al mondo, è la paura della paura stessa. È un vero e proprio mostro, un essere demoniaco che urla e mi vortica dentro, una bestia insaziabile che non smette mai di crescere e crescere […] e se non è tenuta sotto controllo, potrebbe trascinarmi, urlando, al limite della mia sanità mentale, oltre il quale si apre il baratro della pazzia”. È Elliot che racconta e ci permette di toccare con mano le sensazioni che prova da quando è nato, la paura folle di oggetti, situazioni e persone che non siano la madre, la zia e il medico curante. Elliot non esce di casa, vive barricato in camera e tiene sotto controllo la sua paura con pillole che la farmacia gli procura periodicamente. Tutto sembra funzionare finché la vigilia di Natale una tempesta di neve blocca le strade, le pillole sono quasi finite e il ragazzino si ritrova solo in casa in attesa della madre e della zia che sono alla ricerca del medicinale. Qualcosa però va storto, le donne vengono sequestrate da due improbabili rapinatori e lui non ne ha più notizia, i telefoni sono fuori uso mentre le pillole sono finite. Così Elliot si costringe ad uscire per mettersi alla loro ricerca. Sarà una notte difficilissima in cui dovrà fare i conti con i suoi mostri mentre fugge terrorizzato dalle persone che incontra. Si ritroverà alle soglie della casa della zia dove si sono rifugiati i rapinatori e, mentre deve decidere cosa fare, scopre di riuscire a fare i conti con la sua paura che “la sentivo allora e la sento adesso. Ma è diversa … Sento che è giusta, in un certo senso. È ancora strana – come può essere normale avere così tanta paura? – ma è la mia paura strana. Sono io. È quello che sono”.
La signora dei libri
Quando Jella Lepman fu incaricata di occuparsi della ricostruzione in Germania dopo la fine della guerra, dedicò tutte le sue energie e il suo tempo ai bambini e alla necessità di nutrire le loro menti e i loro cuori con i libri. Organizzò una grande raccolta chiedendo aiuto a tanti paesi che inviarono romanzi e albi illustrati che hanno segnato l’inizio della grande biblioteca di Monaco e la storia di Ibby, un’organizzazione no-profit il cui obiettivo primario è quello di promuovere la letteratura per l’infanzia in tutto il mondo. L’albo racconta la sua storia ai più piccoli.
Il primo voto di Matilde
Siamo in un paesino della campagna toscana e Luciana insieme alla sorella più grande, Matilde, sono alle prese con il dopoguerra e la novità rappresentata dal raggiungimento del diritto al voto anche per le donne. Attraverso le loro riflessioni e il desiderio di essere protagoniste attive di un cambiamento davvero epocale, l’autrice vuole ricordare alle ragazzine di oggi (e ai ragazzini, perché no?) che i diritti, come quello al voto, non vanno dati per scontati e che è sempre necessario metterci la testa e il cuore.
L’aquilone di Noah
«D’un tratto, una forma misteriosa. Uno strano uccello macchia l’azzurro luminoso di fine estate. E ne appare un altro e un altro ancora. Noah li guarda a bocca aperta, incapace di comprendere cosa sia a guastare l’aria, il cielo, il suo cielo chiaro e piccolo. Povero Noah, che non sa, che non capisce. Fortunato, per meglio dire, perché non conosce cosa sia un bombardamento, perché non ha la minima idea che la Germania, i nazisti, Hitler, stanno invadendo il suo paese, la sua città, la sua casa. Benedetto il piccolo Noah, che non capisce cosa siano quegli strani uccelli, quegli aerei, la guerra». Cracovia, 1939. La Polonia è appena stata invasa. Qui vive il piccolo Noah che non parla e sembra indifferente a tutto e che non si separa mai dal suo aquilone. La sua è una famiglia disgregata, in cui l’unico a occuparsi di lui è suo fratello Joel che resisterà fino all’ultimo per proteggerlo.

