L’aquilone di Noah

«D’un tratto, una forma misteriosa. Uno strano uccello macchia l’azzurro luminoso di fine estate. E ne appare un altro e un altro ancora. Noah li guarda a bocca aperta, incapace di comprendere cosa sia a guastare l’aria, il cielo, il suo cielo chiaro e piccolo. Povero Noah, che non sa, che non capisce. Fortunato, per meglio dire, perché non conosce cosa sia un bombardamento, perché non ha la minima idea che la Germania, i nazisti, Hitler, stanno invadendo il suo paese, la sua città, la sua casa. Benedetto il piccolo Noah, che non capisce cosa siano quegli strani uccelli, quegli aerei, la guerra». Cracovia, 1939. La Polonia è appena stata invasa. Qui vive il piccolo Noah che non parla e sembra indifferente a tutto e che non si separa mai dal suo aquilone. La sua è una famiglia disgregata, in cui l’unico a occuparsi di lui è suo fratello Joel che resisterà fino all’ultimo per proteggerlo.

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