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Testimoni oculari

Peter Burke
Carocci
2013

In genere gli storici preferiscono ricostruire il passato sulla base di testi e documenti scritti, dati politici, economici o statistici, in alcuni casi testimonianze orali. Ma cosa sarebbe la storia del fascismo o dello stalinismo se non conoscessimo le immagini usate per la propaganda? Quale sarebbe il giudizio su conflitti recenti come il Vietnam senza le testimonianze lasciateci dai reporter di guerra? E risalendo più indietro nel tempo, come potremmo scrivere la storia della vita quotidiana o delle abitudini alimentari dei nostri antenati senza considerare le rappresentazioni visive che ci sono state tramandate?

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Hermann Hesse

Marino Freschi
Il Mulino

Il libro ricostruisce la vicenda umana e intellettuale di uno degli scrittori più amati e letti in tutto il mondo. Dalle origini in Svevia al trauma della Grande Guerra e al trasferimento nel 1912 in Svizzera, dove visse sino alla fine, in esilio da una Germania sempre più minacciosa: un percorso lungo il quale viene maturando la sua cifra stilistica, travolgente e profetica. Una scrittura capace di andare al cuore dei grandi interrogativi dell’uomo moderno, che diventa messaggio e costruzione utopica, modello di una ricerca interiore nel segno della libertà da ogni fede, dogma, ideologia.

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Elogio della ribellione

Lamberto Maffei
Il Mulino
2016

Tecnologia e globalizzazione hanno paradossalmente creato solitudine, l’eccesso di stimoli induce un’attività frenetica del cervello e leva spazio alla riflessione e alla libertà del pensiero. È la solitudine di un cervello che invia e riceve notizie solo attraverso messaggeri strumentali informatici e che spesso ha perso il contatto affettivo con gli altri. Un cervello troppo connesso è un cervello solo e rischia di perdere gli stimoli fisiologici dell’ambiente, del sole, della realtà palpitante di vita che lo circonda.

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Quello che non sai di me

Meg Wolitzer
Il Castoro
2016

Dopo la morte del suo ragazzo, Jam è andata in pezzi, nessuno pare in grado di aiutarla. Così viene mandata ad una scuola che accoglie ragazzi che hanno subito traumi da cui faticano a riprendersi. Insieme ad altri quattro ragazzi si trova inserita in un corso avanzato di inglese tenuto da un’anziana insegnante. Dovranno lavorare insieme, rispettare alcune regole e scrivere un diario. Sarà proprio la scrittura che aprirà un varco, permetterà la formazione di nuovi legami e aiuterà ciascuno di loro ad affrontare quanto accaduto ma, soprattutto, a imparare a conviverci e a guardare avanti.

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Guarigione

“ In certi casi mi sento un guarito. Forse perché ritengo che la disabilità non sia in fondo una malattia, ma una condizione particolare dell’individuo […] è stato il riconoscimento dei limiti e delle capacità del mio corpo a segnare ciò che io chiamo “guarigione”, ossia un processo continuo di comprensione di me stesso. Credo che ciò possa avvenire a livello, per così dire, biologico, considerando la propria corporeità non come un elemento disgiunto dalla sfera interiore, ma come costitutivo della persona, al di là della netta divaricazione tra anima e corpo, tra materia e spirito, tipica della nostra mentalità”. Partendo dal racconto della propria esperienza, l’autore propone una riflessione sulle procedure ospedaliere e le maggiori difficoltà che incontrano persone con disabilità nel loro approccio con la sanità e sottolinea con forza la necessità di un’alleanza fra medico e paziente che non può prescindere da un ascolto attento.

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Canguro Papini

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