La classe capovolta: innovare la didattica con la flipped classroom
Ricorrere meno alle lezioni frontali, basare la valutazione su forme alternative all’interrogazione, usare tutte le risorse disponibili in rete: sono alcuni degli spunti che gli autori propongono per un nuovo modello di didattica che coinvolga tutti gli studenti e recuperi il ruolo educativo degli insegnanti.
Evolvere il sostegno si può ( e si deve): alcuni contributi di ricerca in Pedagogia e Didattica speciale al dibattito sulla Legge 107
E’ possibile che ruoli paritari fra insegnanti curricolari e insegnanti di sostegno migliorino la didattica e i processi di inclusione? Secondo gli autori dei saggi raccolti in questo volume tale evoluzione porta risultati positivi sia per la didattica che in termini di risultati di apprendimento e socialità per gli alunni. L’evoluzione del ruolo degli insegnanti di sostegno va nella direzione di una didattica efficace per tutti gli alunni.
Disprassia e apprendimento: metodi e strategie per l’intervento a scuola
Basato su una lunga esperienza su campo, il testo propone una riflessione sulla necessità di intrecciare strettamente, nel progetto educativo, personalizzazione e studio scolastico, deficit e necessità didattiche centrandosi soprattutto sulla ricerca di soluzioni per tutti i problemi piccoli e grandi che bambini e ragazzi con questo deficit devono affrontare ogni giorno.
MP3 sulle ruote me la rido
Matteo ha poco più di vent’anni, frequenta l’università, gli piace la musica e lo sport. Oltre a tutto questo ha anche un deficit motorio che limita fortemente i suoi movimenti ma non la sua voglia di vivere. Narrato in prima persona, condito con una buona dose di ironia, il racconto della nascita prematura, della ricerca di diagnosi e soluzioni, della scuola e dei rapporti con gli insegnanti e gli amici e della squadra di wheelchair hockey di cui fa parte.
Ovunque tu vada
“L’incidente che mi è capitato, banale nella forma, è stato devastante negli effetti anche per il ministero […] è lungo l’elenco dei gesti limitati dal mio corpo trasformato. Senza dubbio una vita nuova da imparare, un apprendimento non immediato, e non so se e quando sarà concluso […] si tratta di essere l’uomo di sempre, il prete di sempre, non nonostante la tetraplegia ma dentro e attraverso di essa […] io mi sono detto che rimango un credente, un credente prete, e vorrei con tutte le mie forze testimoniare che la fede nell’Unico che ha vinto la morte dà senso alla vita, anche dentro una grave tetraplegia. Non rinuncio certo a qualche gesto del ministero (Messa, predicazione, insegnamento), nei tempi e nei modi possibili. Non so francamente dire se sono quello di prima o non lo sono più, ma voglio vivere dentro questa condizione con la coscienza che la fede rischiara la vita, dà speranza, allarga il cuore. E con la certezza che posso essere prete così. Prete nella tetraplegia, ovvero tetraprete: oggi mi sembra quasi un titolo onorifico”. Dettate da una fede autentica e profonda, le riflessioni di un sacerdote dinamico, parroco e viaggiatore, costretto all’immobilità da una caduta che l’ha spinto a guardarsi dentro e a vedere il mondo con occhi nuovi.

