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La strada nuova

Simona Atzori
Giunti
2018

“Sai quante volte le persone mi chiedono se ricordo il momento in cui mi sono resa conto di essere diversa? Ogni volta mi domando perché così tanti trovino importante che ci sia stato un momento preciso. Preferirei che mi chiedessero quando mi sono accorta che potevo fare ed essere ciò che davvero volevo, che potevo realizzare ciò che sognavo e dare corpo a ciò che immaginavo […] andando più a fondo: siamo sicuri che essere diversi sia nient’altro che una croce che ci tocca portare? Io non sono stata cresciuta in questa prospettiva. Quando ero bambina non mi importava nulla di non avere le braccia. A contare era altro: l’affetto della mia famiglia, il modo in cui loro mi guardavano, la mia felicità”. In un viaggio ideale insieme ai lettori, l’autrice ripercorre la strada che l’ha portata a capire che è a partire da se stessi, guardandosi dentro, che si può scoprire la propria natura e imboccare la strada adatta per potersi realizzare ed essere protagonisti della propria vita.

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Non è te che aspettavo

Fabien Toulmé
Bao Publishing
2018

Attraverso il linguaggio inconsueto del graphic novel, l’autore ripercorre la sua storia e quella della sua famiglia da quando lui e la compagna Patricia hanno scoperto di aspettare un secondo bambino, passando per una gravidanza tranquilla e apparentemente priva di problemi fino alla nascita della piccola Julia, con sindrome di Down. Con grande sincerità, Toulmé confessa la sua fatica ad accettare la piccola, la sua mancanza di trasporto nei suoi confronti e le difficoltà ad affrontare quello che ai suoi occhi era il giudizio degli altri. Con il tempo, Julia saprà conquistarsi l’affetto assoluto del padre che le potrà dire: “Non è te che aspettavo… ma sono contento che tu sia arrivata”.

 

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La penna di Anne Frank

Aidan Chambers
EquiLibri
2008

“Il Diario è un grande libro su cosa significhi essere adolescente scritto da qualcuno che adolescente lo era davvero, nel momento in cui lo ha concepito. Questo lo rende un banco di prova, un modello, un canone rispetto al quale testare e giudicare la letteratura giovanile. Contemporaneamente, solleva importanti questioni sulla differenza tra scrivere ed essere autori, sulla relazione tra lettore e lettura e scrittore e scrittura, e sui problemi e l’etica della traduzione. Ma più di ogni altra cosa, e molto semplicemente, il Diario è un’opera letteraria dal fascino intramontabile, capace di stimolare riflessioni su quale sia la natura di un testo che definiamo “letteratura” […] scrivere-e-leggere, come atto, forgiano questa connessione, e sono al tempo stesso una celebrazione del nostro potere di autocreazione. La verità sulla scrittura di Anne è che essa l’ha aiutata a renderla ciò che lei stessa è. Non quello che era, rispetto a cui non sapremo mai nulla. Ma quello che lei è –un essere sempre presente, una coscienza che vive e dà vita finchè qualcun altro, qualcun Altro, potrà leggere ciò che lei ha scritto, e, prestandole completa attenzione, diventare lei. Un ulteriore piano di lettura per il famoso diario, che stimola una riflessione sull’adolescenza ma anche sulla natura di un testo che viene definito letteratura.

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Ti dico la verità: un uomo racconta a suo figlio come è diventato padre

Paola Turroni
Lindau
2018

“…il tempo passava, e Mattia cresceva. Così, quando ho capito che potevo portarlo in ospedale, l’ho fatto. La maggior parte delle persone che erano intorno a me dicevano che ero pazzo. Mattia aveva otto, nove, dieci mesi, l’ospedale, dicevano, non è un posto adatto per un bambino. Certo che non lo è, ma quell’ospedale era il posto dove stava sua madre. Così ho scelto, ho pensato che nella sua vita c’era quello, una madre in stato vegetativo in una camera d’ospedale. Sua madre era lì, quel poco che c’era, poteva essere una testimonianza. Un corpo che lo aveva avuto e generato, un legame con me, una storia concreta con cui fare i conti […] Potevo dirgli solo la verità, avevo solo la verità […] la verità lo ha educato, più di quello che potevano fare discorsi o favole belle. La verità gli ha fatto male, ma la verità non era un’opzione tra le tante, era la sua vita”. Sei mesi dopo la nascita del piccolo Mattia, la sua mamma entra in stato vegetativo e muore dopo tre lunghi anni. E’ il padre che racconta la loro storia e come è riuscito a guardare avanti.

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I miei bambini hanno i superpoteri. Storia della nostra dislessia

Carlotta Jesi
Sperling & Kupfer
2017

“Chiediamo e richiediamo lumi ai vari specialisti, però ognuno si prende la responsabilità solo della propria parte: uno fa i test e la certificazione, l’altro la terapia, l’altro ancora la logopedia. Col risultato che la ricetta pratica, quella da cucinarti tutte le sere per stare meglio e non sclerare, nessuno ce la passa. La dobbiamo inventare. Mischiando gli ingredienti, approssimando le dosi, rigirando la minestra e sperando che, se non è buona, almeno sia commestibile”.  E’ una mamma che racconta, in prima persona, la storia della propria famiglia, dei due figli con disturbi dell’apprendimento e della lotta quotidiana per sostenerli e valorizzarli.

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Canguro Papini

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