Avventure semiserie delle mie gambe
Intervallata da un dialogo ironico con le sue gambe con cui non ha mai avuto un bel rapporto, la storia di una donna, della sua sclerosi multipla e delle risorse che ha messo in campo per non farsi abbattere.
Ascoltami
“Sono morta dentro e lascio fare; ho cominciato a morire da quando mi è sparita la voce. Che sensazione terribile essere viva rinchiusa in un corpo morto! […] Nonostante il mio aspetto capisco tutto, anche chi mi cambia sempre canale credendo che io non me ne accorga; voglio che si sappia che ho avuto un incidente e non una malattia e non mi va di essere trattata come una deficiente […] fino a qualche tempo fa ho trovato conforto solo nel buio e nel pianto ma non ne ho ricavato nulla; poi mi sono fatta coraggio decidendo che vivere era più importante di tutto il resto e ho smesso di considerarmi vittima di una situazione creata solo dalla malasorte. Ho iniziato a ridere, anziché a piangere, delle mie disgrazie pur avendo piena consapevolezza della loro entità”. Dopo un incidente, l’autrice si ritrova completamente paralizzata, senza la possibilità di parlare e con un solo occhio. Inizialmente chi la assiste non capisce che la sua mente è rimasta vigile e attenta. Del tutto casualmente, il personale si accorgerà che attraverso quell’unico occhio Maria ha la possibilità di comunicare. Da quando le è stato messo a disposizione un computer e un puntatore oculare, non ha più smesso di “parlare” e ha cominciato a tenere un diario che questo libro ci permette di conoscere.
Disabilità e società
L’autore propone una riflessione approfondita sulla disabilità e le discriminazioni sociali, sostenendo che le limitazioni sono un fenomeno reale che condiziona le persone con disabilità: anche se il deficit non ne è l’unico fattore determinante non può però essere dimenticato. In pratica, se il modello medico afferma che le persone sono rese disabili a causa dei loro corpi e il modello sociale sostiene invece che a renderle disabili è la struttura della società, Shakespeare afferma che le persone sono rese disabili sia dalla società che dal proprio corpo. Proprio partendo da questo, analizza alcuni aspetti della vita (inizio e fine vita, assistente personale, relazioni amicali e sessualità) alla ricerca di una ridefinizione complessiva di tutti i concetti in campo per poter osservare e gestire le relazioni sociali e non soltanto chi è disabile e le sue scelte.
Loney
Atmosfere gotiche e inquietanti accompagnano il racconto del piccolo protagonista di questo romanzo, considerato da Stephen King una storia straordinaria, in cui si muovono una famiglia religiosissima, ai limiti del fanatismo, alcuni amici e due sacerdoti molto diversi l’uno dall’altro. Siamo in Irlanda, su una costa spazzata dai venti e dalle piogge, dove il gruppo si raduna tutti gli anni per celebrare i riti pasquali e chiedere la grazia per Hanny, fratello del narratore, che non ha mai parlato e comunica attraverso oggetti e una mimica che solo il fratello riesce a capire.
Ho fatto goal alla sclerosi multipla
“Parlare di me e raccontare la mia vita, con tutto quello che ho ricevuto nel bene e nel male, ma anche con ciò che ho cercato sempre di dare, aiutato da una buona dose di fortuna, da alcuni anni era diventato una vera necessità […] spesso mi sento ripetere che sono stato “bravo”. Non è vero! Sono stato semplicemente fortunato a unire in una giusta miscela le circostanze difficili e quelle favorevoli che la vita mi ha messo a disposizione, con tenacia, umiltà e senza mai perdermi d’animo”. Dall’infanzia all’adolescenza, dalla passione per il calcio al lavoro e all’amore, l’autore racconta le tappe della sua vita, accompagnata fin dalla giovinezza da una diagnosi di sclerosi multipla che gli ha ridotto quasi completamente la mobilità ma che è poi entrata in una fase di quiescenza che gli ha permesso di recuperare autonomia e fiducia in se stesso.

