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Pedagogia della lettura ad alta voce

Gabriella La Rovere
Armando
2018

Mentre riflette sulle peculiarità e la valenza positiva della lettura ad alta voce, l’autrice propone il resoconto, accompagnato da riflessioni teoriche, di due laboratori che ha condotto insieme ad adulti con deficit cognitivi e altri in carico al servizio psichiatrico.

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Ho scelto le parole: genitori, dolori, rivoluzioni

Alessandra Erriquez
la meridiana
2018

“Ho intrapreso questo viaggio nel dolore con una domanda, una crepa. E sarà che il punto interrogativo ha la forma di una mongolfiera ma è stato un viaggio che mi ha tolto il fiato. Ho toccato vette altissime, dopo essere sprofondata in abissi bui. Ho navigato in un mare di storie, di voci impastate di rabbia, senso materno, fierezza. Voci che continuano a risuonare nei miei giorni e nelle mie notti, voci che sanno essere tempesta e quiete insieme. E grido, e silenzio. Ed eco”. “. Sette storie di genitori, alle prese con la malattia, la perdita, la disabilità, il dolore dei figli. Narrazioni diverse, con un aspetto in comune: l’essere riusciti, di fronte alle difficoltà, a ritrovare la luce, a trasformare il dolore in bellezza.

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H&J

Paolo Montaldo
La Zattera
2015

Siamo in America negli anni ’70, di autismo si sapeva ancora poco. La coppia protagonista del romanzo si ritrova a fare i conti con un figlio che trova sicurezza e tranquillità solo in rituali ossessivi e sempre identici e con cui è difficile relazionarsi. Fino al giorno in cui, nell’ennesima clinica dove viene portato, cambia qualcosa: l’incontro con un cagnolino e l’atteggiamento dei medici e del personale apre le porte a una speranza di futuro.

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Lontani da dove?

Dario Ianes, Andrea Canevaro (a cura di)
Erickson
2017

Il 2017 ha portato con sé tre ricorrenze significative: i quarant’anni della legge 517 per l’inclusione scolastica, i venticinque della successiva legge 104 e i cinquant’anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa. Oggi, fra passato e futuro, gli autori si chiedono “quanto siamo lontani da una scuola universale, adatta a tutti, aperta, flessibile, abitata da competenze reali, transdisciplinari, con insegnanti e dirigenti aperti e competenti? […] spesso il presente ci fa pagare un conto pesante. Un presente schizofrenico, da un lato pieno di retorica e proclami di inclusività e, dall’altro, ricco ancora (e sembra sempre di più) di episodi di esclusione più o meno strisciante, di classi di serie B, di microespulsioni dalle aule, di ritorni a soluzioni “speciali”, oltre che di politiche governative incerte e contraddittorie […] abbiamo un compito, nella nostra scuola: farla diventare più giusta e più inclusiva della società in cui viviamo. Per questo siamo tra passato e futuro, in cammino”.

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Pedagogia degli oppressi

Paulo Freire
EGA
2017

“Chi è preparato, più degli oppressi, a capire il significato terribile di una società che opprime? Chi può sentire, più di loro, gli effetti dell’oppressione? Chi, più di loro, può capire la necessità della liberazione? Liberazione a cui non arriveranno per caso, ma attraverso la prassi della loro ricerca; conoscendo e riconoscendo la necessità di lottare per ottenerla. Lotta che, in forza dell’obiettivo che gli oppressi le daranno, sarà un atto di amore, con cui si opporranno al disamore contenuto nella violenza degli oppressori, anche quando essa si maschera di falsa generosità. In questo saggio la nostra preoccupazione è solo di presentare alcuni aspetti di ciò che ci sembra costituire quella che da tempo veniamo chiamando pedagogia dell’oppresso: quella che deve essere forgiata con lui e non per lui, siano uomini che popoli, nella lotta incessante per recuperare la loro umanità. Pedagogia che faccia dell’oppressione e delle sue cause un argomento di riflessione per gli oppressi; ne risulterà l’impegno indispensabile alla lotta per la loro liberazione, in cui questa pedagogia si farà e rifarà costantemente”. Questo, e molto altro, scriveva Freire cinquant’anni fa, convinto che non ci possa essere educazione se non si liberano gli uomini dall’oppressione. Una nuova edizione di questo testo fondamentale che non ha perso nulla della sua forza, arricchito e attualizzato con riflessioni e interviste a studiosi contemporanei.

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Canguro Papini

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