Il bambino che disegnava parole
“…quando ci hanno detto che nostro figlio era dislessico è stato un enorme sollievo poter dare un nome a quell’inspiegabile magma di cose che facevano male; per lui è stato l’inizio di una rinascita scoprire di non essere né stupido né pigro, ma solo dislessico, e per un attimo si è creduto che sapere ci avrebbe permesso di agire […] in casa editrice si aspettano risposte e consigli, è quello che chiedono tanti genitori alle prese, come me, con figli dislessici. Posso solo condividere le poche spiegazioni chiare a cui sono giunta incrociando le teorie scientifiche oggi più accreditate con l’osservazione quotidiana di mio figlio, sapendo che la ricerca sulla dislessia continua il suo multiforme e farraginoso lavoro. Spero di non deludere chi cerca ricette pronte all’uso. Sono convinta che la prima soluzione sia la conoscenza”.
Vita al rallenty: viaggio attraverso la disabilità
“…nella cartella clinica l’infermiera annota che la paziente presenta la mancanza di consapevolezza del deficit: io direi piuttosto che evito di soffermarmi troppo sui miei limiti per andare oltre […] Ho scritto questo libro con lo scopo di dimostrare che gli ostacoli non sono nel mondo circostante, ma purtroppo spesso nella nostra testa […] la voglia è anche quella di condividere il percorso della mia riabilitazione o meglio rinascita, con chi vede i problemi o le barriere come insormontabili”.
Raccontami il mare che hai dentro: vivere con un figlio autistico
“Il mare è quel che vedo dentro di lui quando lo inseguo e scruto nei suoi occhi scuri come bottoni neri, quando cerco la sua anima, i suoi pensieri, quando faccio domande che si perdono nelle profondità di un oceano così buio da non lasciar vedere il brulichio della vita là in fondo, una vita in cui ogni suo pensiero è un pesce d’argento, ogni suo dolore un corallo rosso e il suo amore è acqua limpida e pura. Maledetti limiti della mia umanità che non mi permettono di parlare senza le parole, di sentire senza capire, di vedere nel buio del suo infinito.” La storia di una madre, e di una famiglia, alle prese con il proprio figlio cui viene diagnosticata una grave forma di autismo.
Operatori museali e disabilità: come favorire una cultura dell’accoglienza
Partendo dal presupposto che la partecipazione alla vita e alle attività museali è un diritto per tutti, il volume affronta il tema dell’effettiva accessibilità dei luoghi d’arte, sia per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche ma anche, e di più, per quanto riguarda le competenze relazionali di chi lavora a contatto con il pubblico.
Il ragazzo selvaggio: handicap, identità, educazione
“…l’handicap è il risultato di un’interazione fra l’individuo che presenta una difficoltà o un’infermità e le condizioni in cui si trova. Questa definizione sembra capace di corrispondere alle prospettive di ricerca delle identità degli handicappati attraverso le loro stesse produzioni e insieme a loro. E’ una definizione dinamica, e non insinua l’idea deformante che la storia del mondo possa definirsi in base alla presenza e alla scomparsa dell’handicap, e che gli handicappati siano il segno di un mondo da contrastare. Al contrario, gli handicappati sono presenze con cui capire il mondo, e le trasformazioni realmente possibili sono quelle fatte insieme, e non contro il loro modo di essere”.

