Giù per la salita: la vita raccontata da uomini e donne con la sindrome di Down
“A volte studiavo e a volte no: non mi piace tanto studiare. Da piccolo ho fatto l’asilo, tanto tempo fa. All’asilo giocavo sempre, scherzavo e ballavo. L’asilo mi piace. Io l’ho finita la scuola, adesso lavoro: sono a posto così!” Una raccolta di storie che, dalla voce dei protagonisti, permette di capire più da vicino i percorsi possibili per raggiungere una vita indipendente.
Un ponte di libri
“Fateci cominciare dai bambini per rimettere pian piano in sesto questo mondo completamente sottosopra. Saranno i bambini ad indicare agli adulti la via da percorrere”. Fondatrice della biblioteca internazionale per ragazzi di Monaco e di Ibby, l’autrice racconta come è riuscita a convincere generali, governi e editori di tutto il mondo dell’importanza della lettura di bei libri e del significato che questo avrebbe potuto avere per i bambini tedeschi cui andava offerto qualcosa di più del cibo dopo la fine della seconda guerra mondiale. A dieci anni dalla prima, questa nuova edizione offe una nuova traduzione basata sull’originale tedesco accompagnata da foto e materiali d’archivio.
Una savia bambina”. Gianni Rodari e i modelli femminili
“Quando mai s’era vista una donna tanto forte, tanto abile? […] ebbe una tunica corta e i capelli corti, l’arco, le frecce, il cane. Era felice”. La descrizione di Atalanta, di cui Rodari riscrive il mito, la dice lunga sulla visione che aveva delle donne. Questo bel libro offre una rilettura dei suoi testi focalizzata sul tema dell’equilibrio di genere. Le eroine di Rodari costituiscono modelli positivi tanto per i maschi che per le femmine, sono bambine intelligenti, sportive, anticonformiste e le loro storie evidenziano l’attenzione dello scrittore alla rappresentazione di relazioni equilibrate e complementari.
Madri… voglio vederti danzare
Parte dalla sua esperienza personale di madre di una giovane donna con disabilità, l’autrice di questo libretto nato dal desiderio di “raccontare che la vita è sì, atroce e dolorosa, ma contemporaneamente di immensa bellezza […] il miracolo di cui sento di condividere la storia è quello di tutte quelle persone che, pur stordite e loro malgrado ubriacate di dolore, non hanno ceduto alla perdita di sensi e senso. E si sono rimesse in piedi – e in danza. Ed eccomi qui, ancora: a dire che nessuna storia può riscriversi da sola. Se questa esplode di vita, è solo perché tanta ne abbiamo ricevuta”.
Il vento contro
“Ho imparato che quando tocchi il fondo ti conosci meglio, dopo. Soprattutto, ho capito una cosa: vincere non è solo raggiungere un traguardo, è anche liberarsi di un ostacolo che ti blocca la rotta”. Campione paralimpico di sci nautico, l’autore si racconta focalizzando l’attenzione soprattutto sulle sue relazioni con gli altri e su quanto ha influito nelle sue scelte il fatto di essere privo della vista.

