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Il sussurro del mondo

Richard Powers
La nave di Teseo
2019

 “A un certo punto, durante gli ultimi quattrocento milioni di anni, una pianta ha provato ogni strategia con una remota possibilità di funzionamento. Stiamo appena cominciando a renderci conto di quanto possa variare il funzionamento di una cosa. La vita ha un suo modo di parlare con il futuro. Si chiama memoria. Si chiama geni. Per risolvere il futuro, dobbiamo salvare il passato. Quindi, la mia semplice regola empirica è questa: quando abbattete un albero, quello che ne ricavate dovrebbe essere almeno prodigioso quanto ciò che è stato atterrato”. Premio Pulitzer 2019, Powers ha scritto un atto d’amore nei confronti dell’ambiente e in particolare degli alberi, esseri viventi cui è affidata la salvezza del mondo.

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Nata per te: storia di Alba raccontata fra noi

Luca Mercadante e Luca Trapanese
Einaudi
2018

“…mi domando se sono davvero la persona giusta per raccontare la storia dell’adozione di Alba. Temevo il fatto che io e Trapanese saremmo partiti da prospettive diverse, troppo lontane, ma questo non è stato il problema. Quello che mi preoccupa ora è che io, del padre, forse non ne so proprio niente. Sono stato mesi a chiedermi e domandare: “Di chi sono i figli? Per essere genitori si passa per il sangue o per l’accudimento?” e invece l’unico interrogativo che avrei dovuto pormi era ed è: “Di chi sono i padri?” […] Sono stato un ingenuo a credere di essere padre solo perché ho tagliato un cordone ombelicale; Trapanese non lo sarà grazie a un pezzo di carta. Lo sarò, forse e a mia insaputa, quando fra molti anni Andrea si guarderà indietro e riconoscerà le decine di figure che lo hanno accompagnato nel diventare se stesso accettandolo per quello che è. Diverrò padre se scorgerà tra gli altri anche il mio volto, per puro caso così simile al suo. Lo diventerà Luca quando a voltarsi sarà Alba: un gesto che quel cromosoma in più non riuscirà a impedirle di compiere”.

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Danza o muori

Ahmad Joudeh
DeA Planeta
2018

“Perché balli? – mi chiedono, appena capiscono che la mia vita è sepolta sotto le macerie. Rispondo nient’altro che la verità: danzo per sfuggire agli orrori della vita e ritrovare la sua dolcezza. Danzo per non finire anch’io sotto quelle macerie. Perché la guerra mi ha portato via tutto, meno che me stesso. Io ci sono ancora e, per questo, danzo […] vediamo se morirò ora, sfidando apertamente quelle forze che vogliono ostacolarmi […] se non posso vivere per me stesso, posso vivere per gli altri. Posso fare in modo che le mie battaglie servano a un bene più grande della mia semplice soddisfazione personale. L’unica arma per me sarà sempre la danza”. L’autobiografia del famoso ballerino, vissuto in Siria in un campo profughi palestinese alle porte di Damasco. La sua passione per la danza l’ha portato ad andare avanti con determinazione nonostante la disapprovazione di buona parte della sua famiglia e la guerra che stava devastando il suo paese.

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Lo sport educativo per una società inclusiva

Pasquale Moliterni, Angela Magnanini
FrancoAngeli
2018

Lo sport come gioco e gratuità nell’impiego del tempo libero, occasione di incontro con altre persone e come esperienza gratificante. Sport rivolto anche alle periferie e alle situazioni di disagio, alla ricerca di percorsi di inclusione. Dopo una riflessione storica ed epistemologica gli autori propongono esempi di buone pratiche, di laboratori attivi insieme ad una riflessione sull’utilizzo dello sport nei vari contesti di dipendenza.

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Un pranzo semplice

Graziella Cremonini con Angela Caporale
Pendragon
2019

“Michela ama l’uovo sodo, la maionese e i tortelloni della nonna […] raccontare la sua storia è come fare un lungo pranzo. Ci sono tutti i suoi piatti preferiti, compresi i panini con la mortadella e la maionese, ma ci sono anche quelle pietanze che, diciamo la verità, mangiamo tutti perché fanno bene come verdure, cereali e legumi. Ci sono anche quelle cose che non sopporta, come il caffellatte […] il piacere di mangiare in compagnia non ti lascia mai, esattamente come Michela che soffre e non lo dice perché preferisce mostrarti la sua felicità. La stessa Michela che ti tiene sempre per mano, sa che così è lei a non cedere mai, mentre tu sai che lei sta bene. Michela è mia figlia e ha una forma di epilessia farmaco resistente aggravata da disturbi del comportamento”.

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Canguro Papini

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