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H&J

Paolo Montaldo
La Zattera
2015

Siamo in America negli anni ’70, di autismo si sapeva ancora poco. La coppia protagonista del romanzo si ritrova a fare i conti con un figlio che trova sicurezza e tranquillità solo in rituali ossessivi e sempre identici e con cui è difficile relazionarsi. Fino al giorno in cui, nell’ennesima clinica dove viene portato, cambia qualcosa: l’incontro con un cagnolino e l’atteggiamento dei medici e del personale apre le porte a una speranza di futuro.

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Lontani da dove?

Dario Ianes, Andrea Canevaro (a cura di)
Erickson
2017

Il 2017 ha portato con sé tre ricorrenze significative: i quarant’anni della legge 517 per l’inclusione scolastica, i venticinque della successiva legge 104 e i cinquant’anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa. Oggi, fra passato e futuro, gli autori si chiedono “quanto siamo lontani da una scuola universale, adatta a tutti, aperta, flessibile, abitata da competenze reali, transdisciplinari, con insegnanti e dirigenti aperti e competenti? […] spesso il presente ci fa pagare un conto pesante. Un presente schizofrenico, da un lato pieno di retorica e proclami di inclusività e, dall’altro, ricco ancora (e sembra sempre di più) di episodi di esclusione più o meno strisciante, di classi di serie B, di microespulsioni dalle aule, di ritorni a soluzioni “speciali”, oltre che di politiche governative incerte e contraddittorie […] abbiamo un compito, nella nostra scuola: farla diventare più giusta e più inclusiva della società in cui viviamo. Per questo siamo tra passato e futuro, in cammino”.

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Pedagogia degli oppressi

Paulo Freire
EGA
2017

“Chi è preparato, più degli oppressi, a capire il significato terribile di una società che opprime? Chi può sentire, più di loro, gli effetti dell’oppressione? Chi, più di loro, può capire la necessità della liberazione? Liberazione a cui non arriveranno per caso, ma attraverso la prassi della loro ricerca; conoscendo e riconoscendo la necessità di lottare per ottenerla. Lotta che, in forza dell’obiettivo che gli oppressi le daranno, sarà un atto di amore, con cui si opporranno al disamore contenuto nella violenza degli oppressori, anche quando essa si maschera di falsa generosità. In questo saggio la nostra preoccupazione è solo di presentare alcuni aspetti di ciò che ci sembra costituire quella che da tempo veniamo chiamando pedagogia dell’oppresso: quella che deve essere forgiata con lui e non per lui, siano uomini che popoli, nella lotta incessante per recuperare la loro umanità. Pedagogia che faccia dell’oppressione e delle sue cause un argomento di riflessione per gli oppressi; ne risulterà l’impegno indispensabile alla lotta per la loro liberazione, in cui questa pedagogia si farà e rifarà costantemente”. Questo, e molto altro, scriveva Freire cinquant’anni fa, convinto che non ci possa essere educazione se non si liberano gli uomini dall’oppressione. Una nuova edizione di questo testo fondamentale che non ha perso nulla della sua forza, arricchito e attualizzato con riflessioni e interviste a studiosi contemporanei.

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Sesso e disabilità: un’attrazione segreta

Alfredo De Risio, Stefania Angeli
Alpes Italia
2017

Risalgono alla fine del 1700 le prime osservazioni su un aspetto sconosciuto della sessualità: l’attrazione verso le persone disabili e il desiderio di essere come loro, che può giungere fino al desiderio di farsi amputare un arto che non si considera parte di sé. Gli autori propongono un viaggio alla scoperta di questo mondo sommerso che vive in buona parte sul web, riportando quello che hanno trovato senza aggiungere filtri né dare giudizi.

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H: diario impertinente di un insegnante di sostegno

Mario Mapelli
Erickson
2018

“Una scuola che vuole sul serio lavorare per l’inclusione è una scuola che sa ammettere le proprie paure, le proprie ambivalenze e i sentimenti negativi che circolano al suo interno. E’ una scuola che ha il coraggio di proporsi essa stessa come spazio privilegiato di elaborazione rispetto alle emozioni profonde che suscita l’incontro con l’altro da sé. Senza guardare in faccia il dolore e le paure che esso genera, non si riuscirà mai a ridere insieme. E finchè ciò non accade, la disabilità provocherà rifiuto e il rifiuto accrescerà la disabilità […] solo una scuola che considera preziosa la fragilità di ogni persona che ne fa parte può essere il luogo in cui è possibile sostenere la crescita di tutti”. Una lungo riflessione sull’inclusione e sul ruolo degli insegnanti di sostegno, con particolare riferimento alla scuola superiore.

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Canguro Papini

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