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Grammatica dell’integrazione

Vinicio Ongini
Laterza
2019

“Guardare la realtà attraverso le storie, tenere accesa la curiosità verso la diversità e l’unicità delle persone, tutte, italiane e straniere, aiuta ad immaginare punti di vista nuovi, aiuta a vedere l’invisibile. C’è bisogno, certo, di leggi e di politiche chiare, di risorse, di manutenzione e costante rammendo e bisogna aver cura e accompagnare i tentativi reali di integrazione. Ma c’è bisogno anche di coltivare visioni, di immaginare un futuro possibile […] servirebbe una “grammatica dell’integrazione” che insegni a costruire il senso del possibile, che aiuti a scegliere i materiali e le tecniche utili per coltivare visioni. Per chi lavora con le nuove generazioni è quasi obbligatorio coltivare il principio speranza: non smettere di provare a fare il mondo come dovrebbe essere”. E per fare questo possono essere utili anche strumenti inusuali, calzature, copricapi, figurine dei calciatori che l’autore presenta raccontando percorsi e progetti per una convivenza possibile e necessaria.

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Voce di sale

Luisa Sordillo
Iacobelli
2019

Liberamente ispirato alla storia personale dell’autrice, madre di un ragazzo con disturbi dello spettro autistico, il romanzo ripercorre la storia di una coppia e del loro bambino, da quando la diagnosi cambia la vita di tutta la famiglia costringendoli a fare i conti con una realtà difficile e la necessità di cambiare il proprio punto di vista.

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La casa di Matteo. Storia di un legame

Luigi Volpe
Iacobelli
2019

“Il dolore non è una cosa che si misura. Non è una quantità che può essere contenuta in una confezione sterile, in un’incubatrice o in una camera iperbarica. Il dolore non finisce, si nutre di se stesso e si rigenera. E’ come l’amore. Dolore e amore: ne avevo pieni i polmoni […] mi chiedevo se il dolore fosse terapeutico. Cura qualcosa, il dolore? L’hanno mai usato per guarire, il dolore? E di quanto dolore c’era bisogno per guarire da tutto quel male? Cure palliative rendeva meglio l’idea […] Era l’amore, figlio mio, solo l’amore la cura palliativa”. Dalla voce del padre, la storia di un bambino piccolissimo, della sua vita troppo breve e dell’amore dei suoi genitori.

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A Capo Nord bisogna andare due volte: storia di un viaggio accessibile tra limiti e risorse

Valeria Alpi
la meridiana
2019

Il libro segna la nascita della collana I libri di accaParlante, interamente dedicata all’accessibilità, non solo quella fisica, ma anche all’accessibilità alla comunicazione, alla conoscenza, alla cultura, al fare e saper fare, che poi significa fare in modo che tutti, secondo le proprie possibilità, abbiano gli stessi diritti ed esercitino i loro doveri di cittadinanza che ogni comunità democratica deve garantire ai suoi cittadini. Questo primo volume ci porta a Capo Nord dove Valeria Alpi è stata, lei con la sua disabilità, per ben due volte. Da sola. Un libro un po’ diario, cronaca di un’avventura ma soprattutto strumento per cambiare sguardo distaccandosi dall’idea che chi è disabile non possa viaggiare. Valeria invece ci dice che per farlo occorre solo il cosiddetto contesto di fiducia. Un contesto per il quale, se tu riesci a muovere un solo dito di una mano, chi ti sta intorno crederà che, con quel singolo dito, potrai sollevare il mondo senza sentirti limitato e incapace.

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Per tutti persone: la bellezza della prossimità

a cura dell’Azione Cattolica dei ragazzi
Ave
2018

Il volume è nato dalle riflessioni di bambini e ragazzi che hanno lavorato assieme durante l’assemblea nazionale di Azione Cattolica del 2017 e che hanno chiesto con forza un impegno per il dialogo anche all’interno della Chiesa. Il cambiamento dovrebbe partire proprio dall’accoglienza e dalla necessità di inclusione nei percorsi di tutti e non nella realizzazione di percorsi speciali e in qualche nodo separati.

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Canguro Papini

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