Cinque passi per una scuola inclusiva
“E’ necessario ripensare alla cultura e alle competenze di noi insegnanti e, insieme, alla capacità critica che siamo in grado di sviluppare riguardo alla cultura di cui facciamo parte e in cui siamo immersi, a partire dal linguaggio, dai pensieri, dagli atteggiamenti e comportamenti che viviamo nella scuola con più o meno consapevolezza”. Nato da un progetto di formazione realizzato nella provincia di Terni che ha raccolto una rete di scuole e dirigenti scolastici, il libro ne propone documenti e riflessioni. All’origine del progetto il tentativo di rispondere a due domande: è possibile trasformare la didattica di un’intera scuola? E ancora, è possibile ricalibrare passo passo ogni relazione educativa per renderla veramente inclusiva?
Ecco perché sono Asperger
“Siamo Aspy, una minoranza di persone che la sorte ha voluto diverse […] la nostra diversità non è una malattia: sfida l’ignoranza e la rigidità sociale, allarga i criteri di inclusione e obbliga a un salto di conoscenze e a una loro ampia diffusione”. Utilizzando l’espediente di far parlare in prima persona da un anonimo personaggio con Asperger, il testo cerca di fare chiarezza su questa sindrome, sostenendo con decisione che chi ne soffre non ha una disabilità intellettiva né una sindrome psichiatrica ma sente e pensa in modo diverso.
Gli inclusio-scettici
Si sta facendo strada, in particolare nel mondo anglosassone e in Germania, l’idea che la scuola inclusiva non sia utile o addirittura danneggi lo sviluppo e l’apprendimento di bambini e ragazzi con disabilità. Gli autori presentano tali argomentazioni, le discutono e controbattono punto per punto presentando le buone pratiche della scuola italiana, insieme a dati e alcune proposte di rigenerazione e sviluppo. “Noi siamo grati doppiamente agli inclusio-scettici. Primo, perché ci stimolano a un approccio consapevolmente critico, a ricercare evidenze, risultati concreti […] secondo perché ortano la nostra attenzione sulle piaghe, ci forzano a non distogliere lo sguardo […] Le fragilità vanno colte, comprese e affrontate, non negate”.
La nuova legge sull’inclusione
Un esame del decreto 66/2017 integrato dal decreto 96/2019: per la prima volta, dopo la legge quadro n. 104/1992 una nuova legge affronta, corregge e rivede tutte le regole dell’inclusione. Con l’aiuto di schede esplicative, il testo si sofferma in particolare su temi trasversali quali la corresponsabilità, l’ICF e allo stesso concetto di inclusione.
Essere gruppo di lavoro
Una riflessione sul tema, sulle criticità e le potenzialità che porta il lavorare, pensare e produrre insieme, sull’impegno che comporta saper coordinare e allenare la capacità generativa che evita la routine e fa spazio alla sperimentazione e alla capacità inventiva e innovativa.

