Tempo di imparare
“No, basta: è tempo di imparare a tenere le cose in equilibrio. Sperare per poterti incoraggiare, per determinarmi all’azione, e intanto non sperare troppo: perché ogni passo non compiuto diventa una forra di dolore. Sperare e contenere la speranza, tenere il bilancino con i piatti sempre in bilico. Oggi hai detto perché, metto una perla sul piatto della speranza. Oggi ti chiedo se mangi sempre la merenda e mi rispondi la sequenza di targhe che hai veduto rincasando; metto un anello sul piatto del contenimento. Così ogni minuto e ogni giorno […] Mi sbilanciano i pesi degli altri. Un entusiasmo eccessivo della nonna, un’osservazione nichilista di un medico, tutto ciò che è eccesso mi disturba: gettano lingotti d’oro e pezzi di piombo in un bilancino instabile e precario e dopo ci metto tempo per ritrovare la calma. Piano, imparo a riprendere l’equilibrio: sfogo un poco di qua, dove il peso è eccessivo, svuoto il piatto e torno a camminare come un’indossatrice, un passo davanti all’altro, guardando lontano, senza curarmi del pubblico che attornia la passerella”. Narrata in prima persona, la storia di una madre e del suo bambino con disabilità in un percorso doloroso ma non rassegnato verso il riconoscimento e l’accettazione.
Quasi tutto velocissimo
“Il compito più difficile che conoscesse – erano già diciannove anni che cercava di assolverlo – lo attendeva dietro quella porta di cui sfiorava il campanello senza riuscire a premerlo […] andava a trovare Fred da quando aveva tre anni, prima insieme a una suora del Sant’Elena, l’orfanotrofio, poi da solo [… Fred lo aveva chiamato sempre e solo Albert e Albert lo aveva chiamato sempre e solo Fred. Non si era mai rivolto a lui chiamandolo papà”. In un intrecciarsi di storie, il romanzo segue la ricerca di Albert che vuole scoprire chi è la madre, che non ha mai conosciuto, mentre si approfondisce la relazione con il padre, dalla mente di bambino.
Le regole della strada
Decisa a far desistere l’amica Iris che sta recandosi in Svizzera per procedere ad un suicidio assistito, Terry la segue impulsivamente, anche se in auto con lei c’è l’anziano padre con demenza senile. Madre e moglie affidabile, sempre presente per ogni necessità della sua famiglia, questa decisione stravolge il suo modo di essere e di percepirsi mentre l’amore di Iris per la vita, nonostante la decisione difficile che ha preso, renderà ancora più saldo il legame che unisce le due donne, in un percorso di crescita personale e di rispetto della volontà di ciascuna.
Tracce dal silenzio
La piccola Nina, cui un’incidente ha tolto l’udito, è la protagonista di un romanzo che intreccia atmosfere noir alle storie di alcuni adolescenti e a quella di una anziana donna misteriosa con un passato così doloroso da averle sconvolto l’intera esistenza. E mentre i genitori della bambina devono fare i conti con una vita di coppia che mostra le corde, la piccola percepisce tracce di un delitto lontano mai abbastanza vendicato.
Per chi vuole non c’è destino
Paraplegico in seguito ad un incidente al momento della nascita, l’autore ripercorre la storia della sua vita cui il cammino di Santiago ha fatto da spartiacque e punto di svolta. Dopo averlo percorso una prima volta con un handbike, Scidurlo ritorna più volte con l’obiettivo di “rendere più facile quella strada che un domani altri potrebbero percorrere. Perché questa è la mia natura: quella di viaggiatore, di ricercatore, di creatore di cammini, di pioniere di un mondo che, secondo qualcuno, non potrebbe essere anche il mio”.

