Il museo per tutti
I luoghi della cultura sono al centro di questa pubblicazione che riflette sull’ accessibilità museale intesa soprattutto come un modo di pensare all’esperienza di visita, immedesimandosi nelle prospettive di persone diverse. Le declinazioni possono essere molto articolate: non solo la rimozione delle barriere fisiche, ma anche la leggibilità e la comprensibilità di un testo, o una formazione adeguata del personale di sala. Un processo che attraversa il museo nella sua interezza e impone una reale innovazione delle pratiche, verso una democrazia possibile e un nuovo concetto di cittadinanza. Il testo, attraverso la comprensione di quali sono le barriere e gli stereotipi che si incontrano in questo ambito, vuole proporre domande e sollecitare ricerca di soluzioni ed esperienze attorno all’accessibilità museale come paradigma culturale. Per portarci verso un futuro dove dai diritti di accesso alla cultura non sia escluso nessuno, e in cui il museo sia davvero “una casa dove abita una comunità attiva che partecipa e collabora, ricerca e scambia risultati con l’intento di crescere assieme”.
Prometto che ti darò il mondo
“Vorrei che questo libro fosse per voi quello che la vita è stata per me. Dicono che il mondo sia privo di confini, che ora possiamo andare dove vogliamo e che siamo liberi di essere ciò che vogliamo. Forse, prima di compiere i miei diciannove anni, anch’io la pensavo così. Ma ora è tutto diverso […] dieci anni fa tutto è cambiato. È pazzesco, ma forse è proprio quando la vita prova a immobilizzarti che tu decidi di oltrepassare i confini […] questo libro parla di morte e di rinascita e della linea sottile che divide queste due realtà di cui si dice così poco”. Il racconto in prima persona dell’incidente che l’ha costretta a cambiare prospettiva, del lento recupero e dell’incontro con Andrea che sarà poi suo marito. Con lui si ritrova a scalare il Machu Picchu, a salire sulla Muraglia cinese, a contemplare la fioritura dei ciliegi in Giappone per scoprire che ogni viaggio è una nuova occasione per cambiare prospettiva, mettersi alla prova, conoscersi meglio e comprendere, infine, che i limiti sono innanzitutto dentro di noi.
Pinguini nel deserto
Dopo una lunga introduzione che ricostruisce il quadro teorico della ricerca presentata nel volume, quello dei Disability Studies, il volume ne riporta i risultati: si tratta di un’indagine qualitativa che ha messo a confronto i comportamenti di famiglie con figli con Sindrome di Down o Autismo con lieve bisogno di supporto, dando anche voce ai diretti interessati. Nonostante le differenze nella percezione sociale e nelle caratteristiche distintive delle due condizioni oggetto dello studio, gli effetti che la loro stigmatizzazione comporta sono molto simili: adolescenti e adulti con disabilità cognitiva non hanno ruoli sociali e riferimenti identitari positivi con i quali identificarsi, con l’unica eccezione della retorica della neurodiversità.
L’autismo: conoscerlo e affrontarlo
“Prestare maggiore attenzione alla naturale variazione dei cervelli e delle menti umane può indurre e dare più valore alle differenze e a pensare in modo nuovo alle difficoltà sociali e comunicative manifestate nell’autismo […] bisogna insomma ricordare sempre che i problemi affrontati quotidianamente dalle persone con autismo non derivano solo dalle loro caratteristiche psicologiche, ma anche dall’interazione fra queste caratteristiche e le richieste ambientali, da cosa gli altri si aspettano da loro”. Una riflessione sull’autismo, sulle possibili cause e sui processi cognitivi che lo caratterizzano, senza tralasciare le tecniche e le attività educative che possono essere adottate con successo.
I geni della creatività: come l’autismo guida l’invenzione umana

Psicologo ed esperto di autismo, Baron-Cohen nei suoi studi si è interrogato sulla capacità di inventare di cui solo gli esseri umani sono dotati perché in grado di identificare gli schemi “se…e allora”. I geni legati a questa capacità si possono sovrapporre ai geni dell’autismo. Riflettendo su questo che considera un punto di forza, ripercorre la storia delle invenzioni, dal primo strumento musicale alla rivoluzione digitale, mettendo in luce lo stretto legame fra questa abilità e il progresso umano e spingendo a pensare in modo differente tenendo conto di chi ha un modo differente di pensare.

