La pedagogia speciale incontra gli atleti con disabilità
Con l’obiettivo di sottolineare l’importanza educativa dell’attività sportiva e del ruolo che può avere nella ricerca di una miglior qualità della vita, il volume raccoglie la storia di atleti e sportivi con disabilità e il racconto di imprese sportive, cercando di sfatarne anche le immagini stereotipate. Propone anche una rilettura della storia delle paralimpiadi ed insiste sull’importanza di una buona formazione per i giornalisti che consenta loro di evitare pregiudizi e falsi miti.
A casa come va?
Nato dal lavoro quotidiano della Fondazione Idea Vita di Milano che da vent’anni si occupa di costruire percorsi di vita indipendente in stretta connessione con tutte le risorse disponibili del territorio, il volume è frutto degli incontri periodici con le persone con disabilità e i loro familiari di cui raccoglie testimonianze e riflessioni. Nell’ultima parte riporta i risultati di un questionario distribuito durante la pandemia di Covid 19 a chi gravita intorno alla Fondazione che ha fatto emergere le difficoltà e i vissuti del periodo dell’emergenza che ha modificato tutti i progetti di vita.
Giocare con niente
Spunti pratici e riflessioni a partire da “materiali non strutturati” da prendere così come sono: del quotidiano, di riciclo, scarti industriali, elementi naturali… Gli “oggetti a uso ludico”, se predisposti in modo stimolante, rappresentano una generosa fonte di giochi. “Giocare con niente” significa offrire l’occasione di esplorare, sperimentare, scoprire e ideare a partire da bisogni e desideri. Con semplicità e accuratezza. Quando i bambini “giocano con niente”, generano meraviglia con quel loro entrare nei segreti del mondo. ed è sorprendente vedere cosa riescano a inventarsi con tutto ciò che passa sotto il loro naso, le loro mani, i loro piedi.
Frammenti
“…mi sfuggiva l’essenziale cognizione della sofferenza quotidiana di quelle persone. Stavo nel manicomio come in una neutrale parentesi di studio […] sarebbe stato sufficiente essere solo un po’ più attento alle elementari necessità della loro esistenza quotidiana che andava consumandosi così miseramente”. Giovane psichiatra alle prese con l’istituzione manicomiale ben prima che la legge Basaglia ne decretasse la fine, l’autore ripercorre la sua graduale presa di coscienza attraverso brevi racconti che in modo a volte anche molto sintetico, con ironia ma grande tenerezza fotografa la realtà e le persone con cui ha lavorato per tanti anni.
Il Signor non si sa
Il libro è frutto di un progetto di lavoro realizzato nel periodo di emergenza Covid, quando anche le attività didattiche si svolgevano a distanza, e che ha cercato promuovere emozioni positive, entusiasmo e autoregolazione dei processi di apprendimento e che ha visto la collaborazione fra gli allievi di un liceo musicale e quelli di un istituto comprensivo. Cuore del libro è il racconto di un signore alla ricerca della propria identità che è accompagnato dalla proposta di numerose attività didattiche.

