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Autore: Annalisa Brunelli

Principessa Kevin

“Kevin è una principessa. Gli altri possono anche sghignazzare, a Kevin non importa […] non capisce davvero cosa ci sia di male nel travestirsi così. Altrimenti, non ha senso travestirsi”. Il bambino scoprirà a proprie spese che la sua decisione non lo rende molto popolare e, inoltre, il vestito e i tacchi sono scomodissimi…. La conclusione pare scontata ma l’idea per il prossimo travestimento sarà invece molto originale!

Buh!

Una versione inedita della famosa storia dei tre porcellini in cui la divisione fra le due pagine fa da insolita barriera ed impedisce la cattura dei tre fratellini. Ma il lupo non si arrende e dopo diversi tentativi infruttuosi troverà un’altra strada per raggiungerli.

Un altro sostegno è possibile: pratiche di evoluzione sostenibile ed efficace

Partendo dal presupposto, già dichiarato nel titolo, che sia possibile organizzare non una sola ma varie forme di sostegno ai percorsi inclusivi di tutti gli alunni, gli autori propongono una riflessione sulle possibili pratiche di inclusione anche attraverso l’analisi di un’altra figura chiave che opera sia all’interno della scuola che fuori, quella dell’educatore.

L’infilatrice di lacrime

“Le cercava dovunque e ne trovava dappertutto. Le raccoglieva a mani nude, con cura. E le infilava una ad una”. Una bimba e una collana che inanella dolori, emozioni e nostalgia. Una storia per immagini sulla vita e sulle circostanze dell’esistenza umana, sulle impronte che inevitabilmente lasciamo o su quelle che gli altri ci lasciano.

Vincent e Theo

“Da tanti punti di vista c’è una reale simpatia tra me e te e mi sembra, Theo, che tutte le mie e le tue traversie non debbano essere invano”, scriveva Vincent Van Gogh il 18 luglio 1882. Aveva poco meno di trent’anni, quattro in più dell’amatissimo fratello Theo. Nessuno dei due avrebbe raggiunto i quaranta. Attraverso un lungo e attento studio delle numerosissime lettere che i due si sono scritti, il romanzo ripercorre la loro storia e il fortissimo legame che li univa, dall’infanzia nella piccola canonica di Zundert fino agli ultimi, difficili anni di Parigi e di Arles mentre sullo sfondo si muove la comunità artistica della fine dell’Ottocento.