Lettera a una professoressa – edizione in lingua araba
Quando gli è stato proposto di curare un’edizione in lingua araba della famosa lettera, ad Argiropoulos “sono venuti in mente i ragazzini delle scuole che ho frequentato da educatore nei territori che seguivo nelle periferie, nei campi “nomadi”, nei centri di prima e interminabile accoglienza; ho rivisto, mentalmente, scuole grigie, brutte, spesso abbandonate, dove la bocciatura liberava da relazioni assai critiche e ostili ragazzini e insegnanti. Ho rivisto nella memoria una scuola odiata, catalizzatore quotidiano di disprezzo e di finta commiserazione […] Una scuola per “tutti” richiede obiettivi condivisi e conoscenza profonda dei ragazzi e delle ragazze, del loro contesto, della loro cultura, senza trascurare la dimensione emotiva dell’apprendimento[…] Il priore di Barbiana ci ricorda, nel suo e nel nostro tempo, di avere rispetto e attenzione nell’accostarci alla persona, perché ogni essere umano è un dono meraviglioso”.


“C’era una volta una giovane e bella eroina che rispondeva al dolce nome di Aurora. Poiché le sembrava che il suo dolce nome fosse un tantino troppo corto, il che resta alquanto discutibile, e per potersi distinguere dalle altre Aurore del settore, aveva deciso di scegliere un soprannome. Dopo una lunga ricerca sul dizionario, aveva infine optato per “l’Impavida”. Le divertenti avventure di un’eroina fuori dagli schemi che suggerisce di abbandonare stereotipi e pregiudizi.
Non tutti ricordano che, insieme ai 550 uomini che hanno steso la nostra Costituzione, c’erano anche alcune donne, molto meno note e numerose ma che hanno dato un contributo fondamentale alla stesura della nostra Carta, anche se erano solo 21. Furono capaci di lavorare insieme unite dal desiderio di partecipare in prima persona ai cambiamenti in corso, anche se erano diverse per età, idee politiche e provenienza sociale e geografica. L’albo ne tratteggia i ritratti perché non ci si dimentichi che senza di loro, forse, la nostra Costituzione avrebbe tenuto meno conto delle donne.
“Allora alzo lo sguardo e Michela è lì, sulla porta; i suoi occhi trasparenti svolazzano come farfalline cavolaie su un prato appena imbiancato di brina, bianco su bianco, e la sua bocca sorride grande verso nessuno”. Una nuova bella edizione per il racconto di un anno di scuola attraverso il racconto di piccoli episodi, dei compagni, degli insegnanti, delle gite ma soprattutto un anno al fianco di Michela che guarda la vita con le mani.
Alex Zanardi, Bebe Vio, Giusy Versace, Nicole Orlando (ma anche Nadia Toffa): il libro, nato dallo sviluppo di una tesi di laurea, descrive come queste figure sono diventati personaggi noti al pubblico “mainstream” in ragione delle loro limitazioni e non a dispetto di esse, dopo aver brevemente analizzato, per la prima volta in Italia, la figura del “supercrip” e discusso il rischio della nascita di un nuovo stereotipo legato alle persone con disabilità.