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Autore: Annalisa Brunelli

Olivia e il grido della foresta

L’ennesimo trasloco di Olivia la porta in una nuova casa vicino ai margini di un bosco, dove i suoi genitori si avventurano per una passeggiata esplorativa. La bimba, che è sorda, come si capisce ben presto, scopre l’esistenza di un folletto che la aiuterà a ritrovare i suoi genitori scomparsi misteriosamente. I due entrano nel bosco dove regna un’atmosfera inquietante. Sarà proprio la mancanza dell’udito che permetterà alla bambina di salvare tutti.

L’allievo con autismo a scuola

L’autore ripercorre i numerosi studi sull’autismo per riflettere poi sull’inclusione scolastica di bambini e ragazzi con questo deficit. Suggerisce percorsi, strategie per adattare i contesti scolastici, analizza i diversi programmi di intervento, i problemi comportamentali e le esigenze particolari di questi alunni. Infine, pone l’attenzione sul coinvolgimento dei compagni di classe, percorso obbligato per arrivare all’inclusione.

I gruppi di siblings adulti

Partendo dal presupposto che “lo sviluppo del progetto di vita e il tema della disabilità devono essere considerati secondo una prospettiva longitudinale: cosa cambia nel tempo rispetto all’esperienza dell’essere fratelli e sorelle di una persona adulta con disabilità?” e dai gruppi siblings che la Fondazione Paideia ha promosso in questi anni, i saggi raccolti in questo volume danno voce ai diretti interessati e presentano una proposta di metodo che favoriscano la fiducia reciproca e diano sostegno emotivo anche nella presa in carico necessaria alla morte dei genitori.

Il bambino che disegnava parole

“Quando ci hanno detto che nostro figlio era dislessico è stato un enorme sollievo poter dare un nome a quell’inspiegabile magma di cose che facevano male; per lui è stato l’inizio di una rinascita scoprire di non essere né stupido né pigro, ma solo dislessico, e per un attimo si è creduto che sapere ci avrebbe permesso di agire. Oggi, lo ammetto, la mia certezza in questo senso vacilla: quello che sappiamo della dislessia è troppo e non è abbastanza, soprattutto non è ancora (lo sarà mai?) sufficientemente organico perché ne conseguano metodi certi”. Dalla voce della madre, la storia di Teo, bambino brillante che arrivato alle medie si spegne e non riesce più a studiare. Fino al momento della diagnosi quando cambia tutto.

Dear Martin

Mentre cerca di convincere la sua ex ragazza completamente ubriaca a salire in macchina e lasciarlo guidare, Jus viene brutalmente fermato da un poliziotto che lo arresta dopo averlo ammanettato, senza lasciargli il modo di spiegare. Jus è un brillante studente di liceo, non ha precedenti ma… è nero. L’episodio lo destabilizza e lo porta a farsi tante domande che cerca di ordinare scrivendo idealmente a Martin Luter King (il dear Martin del titolo). Vorrebbe essere come lui, reagire in modo corretto e non violento alle provocazioni e alle battute ma nel corso dei mesi la situazione precipita e per Jus sarà sempre più difficile capire cosa fare. La vicinanza di un’amica e di un professore lo aiuteranno a non perdere la strada anche se “Caro Martin […] non ho ancora capito chi sono e in che cosa credo. Mi è capitata tra le mani questa lettera che avevi scritto al direttore dell’Atlanta Constitution, dove dicevi: “Noi [neri] vogliamo e abbiamo il diritto di godere dei diritti e delle opportunità fondamentali di tutti i cittadini americani”. […] l’hai scritta a diciassette anni […] non so se a diciassette anni eri il Martin che tutto il mondo conosce (probabile di no), ma sapere che avevi la mia età mi fa sperare che forse anch’io, col tempo, riuscirò a chiarirmi le idee”.