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Autore: Annalisa Brunelli

Nessuno sa

“Tutti sanno della pelliccia del puma. Nessuno sa dei suoi pensieri”. E così di seguito, vediamo in successione altri animali di cui in una prima pagina viene descritta una peculiarità ben conosciuta mentre nella pagina successiva se ne evidenzia un’altra meno nota. E così, fra gli altri animali, Arianna Papini riabilita la cicala che canta tutta l’estate ma prima ha vissuto e lavorato anni sottoterra e ci mostra lo squalo feroce che però è necessario al mare. Un bellissimo albo che invita all’umiltà e all’attenzione e suggerisce che non bisogna fermarsi alla prima impressione ma bisogna saper guardare davvero.

Lo sgabuuuzzino

Interamente in simboli, l’albo racconta del signor Gino alle prese con strani rumori che provengono dal suo appartamento e disturbano tutto il palazzo. Quando capisce da dove provengono decide di indagare. In un dialogo improbabile con il suo sgabuzzino, riscoprirà i ricordi del suo passato di cui deciderà di prendersi cura.

Testone

È la piccola Mia che racconta della sua vita a Monte Quiete dove non succede mai niente. Ci pensa lei a vivacizzare il paesino trascinando nelle sue imprese il suo compagno di classe Giorgio che tutti chiamano Testone per i suoi comportamenti che giudicano bizzarri. Giorgio è di poche parole e molto solitario ma segue volentieri Mia quando decide di indagare su un pozzo proprio dietro la scuola. Non c’è bisogno di dire che si metterà nei guai e sarà proprio Giorgio ad avvisare le maestre e a salvarla. Un racconto che utilizza il font leggimigraphic che lo rende accessibile anche a chi ha difficoltà di lettura.

Pola

“I bambini vengono da un posto molto lontano. Un posto dove le cose non esistono ancora […] e in quel luogo lontano i bambini sono stelle, puntini luminosi sparsi qua e là”. È la voce bambina di Silvia che racconta l’attesa per la nascita della sorellina e il suo arrivo troppo precoce. Pola deve restare in un’incubatrice lontana da lei che si domanda quando potrà incontrarla. Respira l’inquietudine dei suoi genitori e dovrà poi accettare che per la piccola Pola non ci sarà un futuro. “Se avere Pola per sorella non era stato come avevo immaginato, averla per stella non sarebbe stato affatto male, dopotutto. Quanti di voi hanno una stella per sorella? Beh, io sì. E un pezzo di me vola insieme a lei, una scheggia di me nello spazio infinito”.

Il girasole

“Il progetto – raccontano gli autori – è nato grazie ad un ritaglio di giornale che Liliana, la mamma di Enrico, ci ha inviato, dal titolo “La danza del girasole”. L’immagine di un fiore che balla ci è piaciuta così tanto che abbiamo voluto trasformarla in un libro, da scoprire e da leggere anche con le dita. E così come da un pezzo di carta di giornale è nata una storia, dal nostro libro nasce un fiore, tutto da toccare: prima giocando con le sue forme sulla carta e poi sperimentandole “dal vero”, grazie ai veri semi custoditi al suo interno.