Ognuno ride a modo suo
“Non so se muoverai i tuoi passi, né quanto buffi saranno, so che ogni tanto tutto va in frantumi e la rabbia mi affoga, so che ho dimenticato come si fanno tante cose e sarà compito tuo insegnarmele di nuovo. So anche, però, che se conto fino a cinque, il tuo braccio arriva ad accarezzare il mio viso, mentre fino a poco fa dovevo contare fino a ventotto […] raccontarlo ci ha permesso di esorcizzare tante paure e di capire il potere della rivoluzione delle parole, il bisogno che il mondo ha di imparare una nuova lingua che sia veramente capace di includere tutti e tutte, senza nessuna esclusione […] di condividere l’inaspettato e le risate in faccia a chi ci dava per sconfitti quando invece abbiamo conquistato la libertà”. Ha poche settimane di vita Sirio, il figlio dell’autrice, quando il suo cuore si ferma e comincia una lotta contro il tempo per farlo sopravvivere. Incurante delle diagnosi che lo vedono appeso ad un filo, il bambino resiste e la determinazione della famiglia gli permetterà di crescere come tutti i bambini.


Che fare se il marito ranocchio non si trasforma in principe nonostante gli innumerevoli baci? Come può una principessa dall’aspetto mostruoso sfuggire alla dama di compagnia che la educa ad attendere un principe che mai arriverà? Sette fiabe tradizionali rivisitate in chiave moderna dall’autrice che tiene al centro i sentimenti e le emozioni delle protagoniste che descrive con immensa tenerezza.
“Giocare da solo non è poi così male. Gli altri bambini non immaginano neanche quanto possa essere divertente giocare con le biglie”. Si apre così questo albo illustrato che segue il piccolo protagonista, un bambino riservato che preferisce evitare il rapporto con gli altri. Dopo l’acquisto di nuove biglie, si accorge che in realtà sono delle strane caramelle. Curioso, prova ad assaggiarle e all’improvviso percepisce la vera voce di cose e persone. Avrà modo di capire che è bello stare con gli altri.
Il racconto delle tappe che, negli ultimi vent’anni, hanno cambiato radicalmente l’approccio di cura della sclerosi multipla e il rapporto con le persone malate cui si cerca di garantire una vita piena e realizzata. La descrizione dei progressi medici e scientifici è accompagnata dalle storie delle tante persone con cui l’autore, un neurologo, ha avuto a che fare in tanti anni di professione.
Undici partecipazioni ai Giochi paralimpici e quattrodici medaglie tra atletica leggera, sci di fondo e paraciclismo per Francesca Porcellato, la campionessa che ha vinto di più e che ha fatto dello sport la sua ragione di vita e che si racconta partendo dall’incidente che le fece perdere l’uso delle gambe. “Sono qui nonostante un professore, ai tempi dell’adolescenza, mi schiacciò un piede per vedere se le gambe si sarebbero mosse. Non sarei dovuta nemmeno uscire di casa, se mi fossi uniformata alle abitudini della stragrande maggioranza dei paraplegici della mia generazione”.