Ci siamo già visti?
“… a volte essere diversi rende la vita difficile; tuttavia, anziché provare a cambiare i cervelli neurodivergenti per adattarli alla società, forse dovremmo cambiare la società in modo da accogliere i cervelli divergenti […] sono davvero neurodivergente. Non è che il mio cervello si comporta in modo strano, è strano per natura”. Sadie Dingfelder, giornalista scientifica, un giorno scambia uno sconosciuto al supermercato per suo marito e si rende conto che il suo non memorizzare le facce non è frutto di distrazione ma ha un nome e, indagando su se stessa e il suo modo di percepire il mondo, scopre tante caratteristiche della neurodivergenza. In questo libro racconta la sua ricerca e le scoperte che ha fatto parlando con neuroscienziati e parenti e studiando tutta la letteratura disponibile.
Banchetto per cani
“Quando hai tredici anni e sei cresciuto in un orfanotrofio, non sogni più che un re venga a prenderti con la sua carrozza dorata e ti porti a vivere nel suo palazzo. A quell’età sogni piuttosto che qualcuno venga a liberarti. Ma le famiglie normali vogliono adottare un bel bambino paffuto e biondo, non uno alto e con i capelli rossi”. Così, quando un misterioso personaggio lo porta a vivere con sé, Martin si sente molto fortunato: l’uomo è ricco e vive in una villa bellissima. Scoprirà ben presto di essere intrappolato in un terribile esperimento scientifico. Un romanzo horror per ragazzi, impaginato con criteri di alta leggibilità e accompagnato da illustrazioni fotografiche tratte da immagini d’epoca che ne amplificano l’atmosfera minacciosa.
Cinque minuti prima dell’estate e altre storie horror
Otto brevi racconti che catapultano il lettore in atmosfere inquietanti: da uno scambio di corpi che finirà male allo scambio di favori preteso da un pozzo dei desideri, passando da un bambino che desidera un robot mentre il padre di mestiere distrugge quelli obsoleti … ambienti normali, quotidiani che improvvisamente si trasformano e diventano lo sfondo di storie terrificanti, che lasciano senza fiato. Un romanzo horror per ragazzi, impaginato con criteri di alta leggibilità e accompagnato da immagini fotografiche che rendono i racconti ancora più paurosi.
La piccola fiammiferaia brilla ancora
Londra, 1887. Bridie Sweeney ha appena 13 anni e vende fiammiferi per le strade affollate della città. Ma non ha nessuna intenzione di finire come la sua omonima, protagonista della celebre fiaba di Andersen. Sente sulle sue spalle la responsabilità di aiutare la madre e il fratellino e quando scopre che la donna è stata licenziata dalla fabbrica di fiammiferi dove lavorava perché ritenuta scarsamente produttiva, trova il modo di coinvolgere le altre lavoratrici e iniziare uno sciopero che porterà qualche miglioramento nella loro vita. In bilico fra fiaba e realtà, il romanzo è ispirato alle storie vere delle tante donne e dei tanti bambini che venivano sfruttati in fabbriche dove le condizioni igieniche ed economiche erano pessime e che ricorda lo sciopero avvenuto realmente nel 1888 per un trattamento più giusto e più umano.
Little Bang
Siamo in Irlanda del Nord, nel 2018, quando Mel e Sid si incontrano e si innamorano. Sono diversissimi, lei ama studiare, soprattutto le materie scientifiche, lui è un punk che adora comporre canzoni ma riesce spesso a mettersi nei guai. Il loro primo appuntamento, che avrebbe dovuto restare un bellissimo ricordo, cambia loro completamente la vita perchè Mel resta incinta. Le settimane trascorrono fra paure, voglia di assumersi tutte le responsabilità di diventare genitori, dover discutere con le famiglie e soprattutto dover sostenere il giudizio di tutti in un paese in cui l’aborto è illegale e le donne che decidono di interrompere la gravidanza sono stigmatizzate ed emarginate. Mentre Sid cerca lavoro, rinunciando alla musica e alle uscite con gli amici, Mel è sempre più sovrastata da quanto le sta capitando e si rende conto che deve decidere da sola se tenere il bambino. Un bel romanzo che affronta un tema delicato e poco presente nei libri per ragazzi. L’aborto, come dice l’autrice, nell’Irlanda del Nord è diventato legale solo nel 2019 ma “porta ancora con sé lo stigma sociale. Come Mel, molte persone che hanno abortito dicono che la parte peggiore non è stato l’aborto in sé, ma il segreto e la vergogna”.

