Disgrafia e disortografia
Disgrafia e disortografia sono disturbi di scrittura che ostacolano il normale processo di scrittura e causano difficoltà nella composizione di testi, con errori grammaticali o di punteggiatura, scarsa organizzazione dei paragrafi, molti errori di ortografia e una calligrafia poco chiara. Il libro analizza i bisogni e le difficoltà che si riscontrano negli alunni e nelle alunne della scuola primaria, ma che possono essere osservati, con i dovuti adattamenti, anche negli studenti della scuola secondaria di primo grado. È suddiviso in 15 capitoli, ciascuno dei quali presenta situazioni problematiche o difficoltà specifiche che emergono in classe e suggerisce indicazioni semplici e chiare per l’insegnante sugli atteggiamenti da adottare e da evitare.
Neurodiversità e educazione
I cervelli umani sono diversi: ognuno di noi ha un insieme unico di connessioni tra miliardi di cellule nervose e comprendere il concetto di neurodiversità aiuta a considerare, rispettare e apprezzare queste differenze. Il libro evidenzia come sia necessaria un’analisi sistematica del concetto di neurodiversità e della sua influenza sui processi di apprendimento/insegnamento in modo che l’educazione divenga un processo accessibile per tutti.
Il bambino a colori
“Ho capito subito che io lavoravo per il lettore, ma anche con lui. Che dovevo dargli il suo posto, il suo spazio, perché giocasse con me. Perciò, quando progetto un libro non penso solo al bambino, ma penso a quel momento di lettura che sarà condiviso tra il bambino e l’adulto, tra due saperi, due sguardi molto diversi sul mondo […] ma questi due saperi possiedono la stessa verità (poesia per uno, realismo per l’altro). Il libro può metterli in dialogo tra di loro, condividendoli alla pari”. Un viaggio nella memoria di un bambino cresciuto nell’eco della guerra d’Algeria, tra silenzi familiari e solitudini abissali. Ma è anche una storia di salvezza: quella che arriva dall’arte, dai libri, dalla scoperta del surrealismo e, soprattutto, dall’incontro con i bambini.
Max nella casa delle spie
Max ha undici anni, un’intelligenza brillante e un grande talento nel costruire, smontare e modificare apparecchi radio. Ma è anche ebreo e vive a Berlino mentre il nazismo prende sempre più potere. Così i suoi genitori lo costringono a salire su un treno che lo porterà in Inghilterra dove sarà ospitato da una famiglia ebra che lo accoglie con grande affetto. Ma Max non si rassegna e vuole tornare a casa per cercare i suoi genitori di cui non ha più notizie. Ci riuscirà facendosi arruolare nei servizi segreti con il compito di infiltrarsi nel palazzo delle comunicazioni radio tedesche per sabotarle. Con l’aiuto di due esserini invisibili che sono appollaiati sulle sue spalle, dovrà affrontare molti rischi, spesso dovendo decidere da solo cosa fare. Un bel romanzo che, fra le righe, indica come la propaganda, le immagini e le parole possono influenzare le persone.
Per amore del futuro
“Elaborare il passato e progettare il futuro avviene nel presente sempre mobile presidiato dal docente, con tutta la sua consapevolezza di finitudine, temperata dal costante confronto coi ragazzi, radicalmente giovani, ogni anno nuovi […] tutti i veri maestri procedono in equilibrio sull’orlo del baratro: devono imprimere speranza e allo stesso tempo delimitare il campo delle aspettative, edificare barriere e produrre energie per superarle, dettare gli ordini ma insegnare a discuterli”. In queste pagine Eraldo Affinati, attingendo a decenni di esperienza scolastica, propone una riflessione radicale sul gesto educativo.

