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Un cane per Mimma

Mariann Maray
Kalandraka
2019

“Mimma adorava i cani. Desiderava averne uno di qualsiasi tipo”. Così quando si imbatte in una palla di pelo lo porta a casa con sé e in breve i due diventano inseparabili. Ma quando il veterinario si accorge della vera natura dell’animale lo fa rinchiudere in gabbia. Si sa, gli orsi sono molto pericolosi! Ma non sempre gli adulti hanno ragione…

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Paolino, spirito guerriero

Ricardo Alcantara & Gusti
Kalandraka
2019

“Paolino è un indiano pieno di talento, spirito guerriero è il suo nome da combattimento”, tutti lo temono, compie imprese incredibili finchè non sente la voce della mamma che gli chiede conto di quello che sta combinando…

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La bambola brutta: storia di Eloisa partigiana

Renata Viganò
Negri
2017

Quando un amico del padre lontano le porta da parte sua una bambola, la piccola Eloisa la osserva perplessa. La bambola “era grande, non tanto bella. Appariva sbiadita e vecchia […] ma sentì a un tratto che voleva bene alla lunga vecchia bambola, sola e dimenticata”. Dalla penna di Renata Viganò un racconto perché anche i bambini conoscano la Resistenza e sappiano che a tanti dei loro piccoli coetanei dell’epoca era chiesto di farne parte attiva.

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28 storie per ridere

Ursula Wölfel
Kalandraka
2014

Panini all’uvetta, cammelli intelligenti, uccelli ingordi, una bicicletta verde… sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di brevissimi racconti, ironici e dalle conclusioni spesso inaspettate.

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Malintesi

Bertrand Leclair
Quodlibet
2019

 “Papà non tollerava la sordità, non tollerava che la sua parola di padre si scontrasse contro un muro, che a differenza degli altri figli non lo pervadesse spontaneamente per fecondarlo, e non era capace di immaginare che ci sono altri modi di comunicare, di condividere, a parte la parola. I gesti, ma anche il corpo tutto, lo sguardo, il tatto… Il muro che lo separava da Julien gli risultava tanto più intollerabile perché era un muro invisibile”. Un intenso romanzo che, mentre racconta la storia di Julien, delle sue sofferenze e del disagio provocato dalla sua sordità nella famiglia, permette di riflettere anche sulla storia dei sordi e sulle lunghe battaglie a favore o contro la lingua dei segni. E che si chiude con la speranza “che i figli riescano un po’ meglio di noi a vivere sotto un cielo vuoto, noi che ci siamo liberati dalle catene delle superstizioni religiose, ma siamo ancora chiusi in noi stessi. Sperare che i nostri figli diventino bilingui, forse, che imparino a parlare l’amore… […] avrei provato a parlare della maledizione atavica che pende sulle famiglie, se non a rimuoverla almeno a smoverla un po’, maledizione che non può dipendere dalla sordità come la benedizione della vita non dipenderà mai dalla capacità di esprimere il mondo con la voce, ma dall’intelligenza del cuore. Nella speranza di riuscire un giorno ad articolarne la lingua, almeno a momenti – riuscire a sentirci gli uni con gli altri, senza pregiudizi su ciò che dovrebbe essere solo un mezzo per riuscirci”.

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Canguro Papini

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