Alberi di parole
Undici
detto così
è solo numero
Ma può essere anche
poesia
Un bel libro che propone un viaggio tra i petit onze, poesie brevissime composte da undici parole che, sulla pagina, sembrano piccoli abeti. Piccole poesie nate dalla sperimentazione dei surrealisti che permettono di giocare con la lingua, scoprire il potere evocativo delle parole e creare piccole storie di suoni e immagini. Una raccolta di indovinelli e giochi di parole rivolta ai bambini che dà loro la possibilità di sperimentare e mettere alla prova la propria creatività, avvicinandoli con leggerezza alla poesia.
La mia nonna ratto
La nonna di Sveva è morta da poco e la bambina ne sente molto la mancanza. Un giorno, entrando in casa, vede un topo sulla poltrona preferita della nonna e, esaminandolo da vicino, si accorge che si comporta proprio come lei: stesso colore rossiccio, stessi cibi preferiti, stesso modo di arruffarle la testa sulla poltrona. Come è possibile? Una storia lieve per affrontare il dolore del distacco.
Coso – E gli altri

Un albo e un romanzo illustrato che narrano la stessa storia vista dagli occhi dei due protagonisti e mostrano come ci sia possibilità di salvezza attraverso il fare arte. E così nell’albo vediamo Coso, l’amico immaginario di Anna, che la sostiene nei momenti difficili e l’aiuta ad accettare la sua unicità. Nel romanzo illustrato, è invece Anna che racconta dei tanti incontri, a volte belli, spesso difficili. E se prima era schiacciata dal giudizio degli altri ed era definita come “Scomoda. Divergente. Disabile. Distratta. Stordita…”, poi, con l’aiuto di Coso, cresce sempre più sicura di sé e nello sguardo degli altri si vede come “Divergente. Tosta. Vera. Infinita. Preziosa. Anarchica. Stellare. Sfaccettata. Innovativa. Intramontabile. Una rivelazione. Artista”.
L’onda dei segreti di Maudie McGinn
I genitori di Maudie sono separati da tempo e la ragazzina trascorre l’estate con il padre che adora e che riesce a comprendere le sue difficoltà legate all’autismo a differenza della madre che, insieme al patrigno, vorrebbe che si sforzasse di essere più “normale” e dimenticasse quello che non va. Ma “è difficile diventare una persona autonoma quando tua madre ricorda continuamente al mondo che non lo sei”. Costretti da un incendio a spostarsi sulla costa dove un amico del padre offre loro ospitalità in un campeggio, Maudie si sente libera di essere se stessa e scopre il surf che l’appassiona tantissimo e che diventa un richiamo irresistibile. Impara in fretta e decide di iscriversi al torneo in programma per la fine dell’estate. Sullo sfondo però aleggia l’incubo del ritorno in Texas e delle violenze del patrigno, mentre quello che ha promesso alla madre di non dire mai, preme per uscire. Solo dopo l’ultimo scontro con l’uomo, Maudie capisce che “mettere sottochiave i sentimenti, come mi aveva insegnato mamma, non funziona. Adesso lo so. È come ha detto Etta, quella volta che abbiamo visto lo squalo leopardo che nuotava placido sul fondo torbido tra le alghe kelp. Le cose diventano meno spaventose quando le guardi bene da vicino”.
Forbidden music
Bernardo, dopo la morte della madre da cui il padre non sembra riprendersi, si è trasferito in un piccolo paesino dove vive la nonna. Nella testa gli suona un ritmo musicale di cui non capisce l’origine e che lo costringe a muovere le mani a tempo. Mentre cerca di capire cosa gli sta succedendo, con due nuovi amici scopre un piccolo bar e la sua storia si intreccia con quella di Anna che viveva a Berlino est ai tempi della Guerra fredda e del Muro e adesso sta immobile vicino al pianoforte del bar, senza parlare. Come lui, è sopravvissuta ad un immenso dolore. Il loro incontro permetterà ad entrambi di rialzare la testa. Il libro è stampato con la font leggimi© che ne consente l’accesso anche a chi ha difficoltà di lettura.

