La gamba di legno di mio zio
Avventure per mare, zii un po’ corsari che tornano dopo tanti anni con belle storie da raccontare, un bambino dalla spiccata immaginazione e anche, tra le righe, storie di migrazione e di sopravvivenza. E’ la Storia grande dentro le storie piccole che le parole e le immagini del romanzo propongono ai piccoli lettori. E’ la magia del racconto, la trasmissione (anche e spesso orale) di una memoria condivisa, il racconto delle origini e del passato. Come dice l’autore “a ispirarmi, in questo caso, sono state le storie che ho ascoltato da bambino nella mia famiglia. Erano tutti dei grandi narratori orali, e avevano un istintivo senso dell’avventura, forse anche perché le storie che raccontavano erano vere, per quanto le condissero ogni tanto con delle digressioni fantastiche. Ho sempre creduto che siamo i libri che abbiamo letto. È la materia di cui è fatta la nostra voce. […] Sono loro che ci hanno educato a un’idea di libertà. È sempre un gioco di specchi, di rimandi, di passioni. Tutto è sempre contaminato: la propria esperienza, quella degli altri, una frase o parola che per noi risuona in un certo modo… e poi la musica. La musica che abbiamo ascoltato, quella che vorremmo riprodurre scrivendo”.
Che cos’è una sindrome?
Che cos’è una sindrome? Una domanda cui cerca di rispondere questo bell’albo, proponendo per ogni doppia pagina una parola o una brevissima frase accompagnata da una grande illustrazione. E quindi scopriamo che una sindrome può essere una crisi, un disordine, una salita ma anche un colore, una storia in comune, una casualità, qualcosa di unico. Ma soprattutto qualcosa che ci riguarda. Tutti.
Sssh
Le uniche parole di questo albo sono suoni onomatopeici che accompagnano le azioni dei mille protagonisti delle grandi pagine illustrate. Un libro pieno di rumori, quelli che ci circondano ogni giorno e che noi stessi produciamo. Ma che suggerisce anche una strada sicura per chiudere fuori il frastuono.
Come un albero
Un libro che, come dice l’autrice, “nasce dalla necessità. Dall’impellenza di mettere su carta un’intuizione, una scintilla di pensiero. Era da tempo che cercavo una chiave d’interpretazione per trattare il tema della natura, di connessioni tra uomo e natura. Volevo creare un parallelismo tra albero e bambino. L’idea mi è venuta leggendo una citazione secondo cui ai bambini occorre donare due elementi: le radici e le ali. Inizialmente ho pensato di visualizzare il “sopra” e il “sotto”, la parte visibile dell’albero, tutto ciò che gira intorno ad esso e le radici, gli animali, i vegetali, i minerali che si possono trovare sottoterra. Ho creduto fosse necessario disegnare anche il bambino oltre all’albero per rendere comprensibile l’analogia. Poi ho capito che non era essenziale perché le azioni che l’albero compie sono coniugate alla prima persona, chi legge è coinvolto, compie anch’egli le stesse azioni che ci rendono vivi […] sono proprio i vuoti da riempire, il non detto che portano a una comprensione nel profondo di quello che volevo comunicare. Spero che la ricerca delle risposte possa portare i bambini a guardare la natura e a guardarsi con meraviglia. Sì perché anche noi stessi siamo natura […] Gli alberi mi hanno sempre affascinato, sono stati miei compagni di giochi, mi hanno ascoltata e anche consolata quando ero triste […] Forse anche per questi ricordi ho voluto creare questa connessione tra uomo e natura paragonando le azioni del vivere umano proprio a un albero. Il mio modo per essere riconoscente”.
La pietra blu
Un suggestivo romanzo per immagini che segue le vicende di una pietra blu che “giace serena nel profondo della foresta”. Incendi e devastazioni cambiano tutto quello che la circonda e improvvisamente viene divisa in due parti. Mentre una resta dov’è, per l’altra inizia un viaggio affascinante e doloroso in cui subisce mille trasformazioni ma sempre più forte avverte la nostalgia per ciò che ha perduto e da cui desidera tornare.

