Su e giù per le montagne
Alberi, animali, ruscelli, sole, fango, neve, giochi e continue scoperte ….grandi illustrazioni per un albo senza parole che accompagna, con grande partecipazione, tre bambini e un cane nell’esplorazione dei boschi e delle montagne nel trascorrere delle stagioni.
Alfonsina corre
“Quando avevo dieci anni, mio papà mi ha regalato una bicicletta […] era molto più grande di me. Molto più veloce di me. Lei scattava, io volavo. Volevo essere libera, correre, pedalare”. Con brevi frasi e grandi illustrazioni, l’albo racconta la storia di una ragazzina determinata che, unica donna, ottenne di poter partecipare al Giro d’Italia del 1924, quando il ciclismo era considerato uno sport esclusivamente maschile. Fu una dei 30 concorrenti che completarono il percorso. Erano partiti in 90.
Lucilla
“Lucilla è il suo nome. In verità si chiama Emilia. Ma questo era anche il nome di sua madre. E un tempo suo padre trovava fastidioso che due persone alzassero la testa ogni volta che chiamava, per cui in seguito non ha più voluto sentire quel nome. Per questo ora la chiama Lucilla. “Ma non è che brilli tanto, Lucilla – le dice sempre quando dimentica qualcosa o inciampa da qualche parte e il più delle volte proprio mentre ha in mano una pentola di minestra bollente o qualcosa del genere”. Poche righe e già si può immaginare la piccola protagonista alle prese con un padre distratto e oppresso dal dolore che scarica sulla bambina la responsabilità del faro di cui è guardiano. E quando una notte la luce del faro resta spenta e una nave si incaglia fra gli scogli, arriva la punizione: mentre il padre viene murato nel faro con l’obbligo di tenerlo acceso, la bambina viene mandata a servizio alla Casa nera dove pare viva un mostro che nessuno ha mai visto. Ma Lucilla è curiosa e determinata e scoprirà chi è rinchiuso nella stanza della torre, ne saprà conquistare il cuore e soprattutto capirà come renderlo felice. Una bella storia che parla di diversità e pregiudizi ma anche di capacità di ascolto, accettazione e rispetto, nel riconoscimento della dignità e dell’identità di ciascuno.
La casa del male
Arturo, Vittorio, Luciano e Liliana sono i giovanissimi protagonisti di questo romanzo ambientato a Milano nell’estate del 1944. Protagonisti immaginari per raccontare una pagina di storia. Cresciuti con il fascismo e la guerra, prendono strade diverse e, mentre Vittorio va sempre più fiero della sua camicia nera, Arturo tende a restare da parte anche se sollecitato a prendere posizione. Sarà costretto a scegliere quando, senza apparente motivo, viene arrestato e portato a villa Fossati dove i tedeschi (e questa è storia vera) rinchiudevano i civili fermati spesso senza motivo, per poi torturarli e picchiarli a morte.
Luci nella Shoah – le cose che mi hanno tenuto in vita nel buio
“Raccontare le storie di queste ragazze e di questi ragazzi di ieri significa lasciarci illuminare oggi dalle loro piccole luci. Perché possano ispirare anche noi. Per non scordarle mai più. E per ricordare le altre che non riescono a stare in questo libro, e sono tante. Quelle che non conosciamo ancora, quelle che nemmeno hanno fatto in tempo a brillare. Eccole, qui e là. Eccole, quanta luce. Se le ricordiamo, si accendono tutte insieme”. Attraverso le storie di alcuni dei tanti ragazzi ebrei travolti dalla persecuzione nazista, l’autore ripercorre quanto accaduto focalizzando i racconti intorno ai ricordi, ai pensieri e agli oggetti che hanno permesso loro di resistere e non perdere la speranza.

