Mimosa in fuga
La storia di un rametto di mimosa, stanca di essere solo un regalo, è lo spunto per realizzare “un albo originale – dice Patrizia Zerbi di Carthusia – dedicato alle donne e alle bambine per ricostruire con leggerezza una memoria storica preziosa ma soprattutto per ricordare loro l’importanza di credere in se stesse, lottare per i propri diritti e sentirsi libere, ovunque e sempre”.
Il coraggio nel vento di montagna
Arriva dai colori di uno dei primi fumettisti cinesi questo albo senza parole che, ripercorrendo quanto ha vissuto l’autore nella sua infanzia, racconta di un bambino che si ritrova improvvisamente, circondato da mostri, in mezzo ad una tempesta ed è terrorizzato. Troverà un aiuto inaspettato in una maschera che, una volta indossata, gli permetterà di vincere la paura.
Il lungo viaggio di Cip e Tigre
La storia di due amici e del loro viaggio, un cammino difficile, costellato di ostacoli e aggressioni, che affianca quello di tanti migranti cui non sempre è riservato un lieto fine come sarà per i due animali protagonisti. L’albo si ispira a quanto accade sulla cosiddetta rotta balcanica percorsa ogni anno da migliaia di profughi che la scelgono per raggiungere l’Europa in alternativa al viaggio per mare.
Drommi vince la paura
“Il piccolo dromedario tornò a casa e si strinse forte ai suoi genitori. Era bello sentire il calore di mamma e papà, ma da quando l’ombra aveva oscurato il cielo ormai nessuno usciva più e il tempo non passava mai”. Attraverso la storia di Drommi che improvvisamente si ritrova chiuso in casa mentre dilaga la paura di qualcosa di sconosciuto, l’albo aiuta i più piccoli ad affrontare i disagi e le insicurezze scaturiti dalla pandemia di Covid19.
Tricorno si restringe
“A Tricorno stava succedendo qualcosa di molto strano […] non riusciva quasi più a vedere cosa c’era sopra il tavolo. “Sta’ seduto dritto, tesoro” – disse la mamma di Tricorno. “Sono seduto dritto – disse Tricorno – è solo che mi sto restringendo” […] “Se vuoi giocare a restringerti va bene – disse la mamma di Tricorno – basta che non lo fai mentre sei a tavola”. Il piccolo protagonista diventa sempre più piccolo e tenta in tutti i modi di farlo notare a genitori e insegnanti da cui ottiene solo commenti distratti e rimproveri. Mentre trova da solo una soluzione al suo restringimento, scopre un altro problema ma, data l’esperienza appena passata, conclude con amara ironia “mi sa che non lo dico a nessuno – pensò tra sè e sé – se non dico niente a nessuno non se ne accorgeranno”.

