L’età d’oro
Alla fine degli anni ’40 l’Australia fu colpita da una devastante epidemia di poliomielite che cancellò speranze e sogni di bambini e adulti. I bambini furono ricoverati in sanatori specializzati dove si cercava di aiutarli a recuperare parte della mobilità perduta. Golden Age, che dà il titolo al romanzo, era uno di questi ed è realmente esistito. Anche se i personaggi che popolano le pagine del libro sono immaginari, sono ben reali e veritiere le loro reazioni alla malattia, le nuove relazioni che nascono fra i giovani malati, la difficoltà delle famiglie ad accettare la disabilità dei figli e a credere che anche per loro ci sarebbe stato un futuro.
Lingue straniere e disabili visivi: strumenti e strategie didattiche
Dopo un’attento esame della letteratura scientifica che si occupa dello sviluppo linguistico dei bambini non vedenti, il volume analizza il sistema di scrittura Braille e presenta proposte metodologiche per lo studio della lingua straniera e disposizioni particolari per gli studenti privi della vista.
Didattica speciale e integrazione scolastica
Una riflessione sulla scuola centrata in particolare sulla programmazione curricolare e sulla visione positiva della disabilità legata alla classificazione ICF, sugli aspetti più metodologici e operativi e sulla ricerca educativa e gli standard di qualità.
Oltre il visibile
Ipovedente da molti anni, l’autore propone una meditazione su alcuni passi delle Sacre Scritture attraverso i quali è arrivato a conoscere meglio se stesso e a fare i conti con il suo deficit, “inevitabilmente, è partita una ricerca di senso e di perché, anch’essa non facile, ma che si è rivelata a tratti davvero luminosa. Inutile dire che la mia fede da messa domenicale […] era del tutto inadeguata ad affrontare quanto stava accadendo. Da qui, l’inizio di un percorso nuovo, accidentato ma libero, dove la situazione da spalle al muro imponeva di non potersi accontentare di facili soluzioni. C’era da cercare quello che poteva far bene al cuore e sanarlo, ammesso di riuscire a trovarlo”.
La versione di cucciolo
Per riflettere su inclusione e accoglienza, per combattere pregiudizi e facili prese di posizione, gli autori si ispirano alla storia di Biancaneve e dei nani che la accolsero nella loro casa nel bosco ma anche ai furti dei nani da giardino, le statuette che molti amano tenere fuori dalle proprie case, raccontando una storia in cui si intrecciano elementi fiabeschi ad altri molto più vicini alla realtà di tutti i giorni.

