Qualità della vita, narrazione e disabilità
Una riflessione sui diversi approcci alla disabilità e alla salute e sulla qualità della vita delle persone adulte con disabilità intellettiva e un’analisi di indicatori e buone prassi per l’autodeterminazione e la promozione sociale attraverso la narrazione autobiografica.
Diario di un difettoso
“Decisi semplicemente di diventare felice […] la scienza aveva emesso il suo verdetto: soffrivo di una malattia rara, non ancora conosciuta, ma sicuramente incurabile […] nella vita non è importante l’assenza dei problemi, ma avere una grande condizione vitale che permetta di affrontare qualsiasi situazione. D’altronde non esiste una vita senza problemi, senza malattie, senza imprevisti, senza incidenti… Non esiste una vita “senza”. Esiste invece una vita “con” e non possiamo essere sempre altrove ma abbiamo il diritto/dovere di essere felici qui e ora”. L’autobiografia di un uomo che, nonostante la malattia che gli procura una paralisi progressiva, riesce a vivere una vita piena.
Nessuno è somaro
“La scuola non sembra aver messo al centro della propria pedagogia il compito di far crescere tutti. Appare ancora legata al principio di dover selezionare attraverso una certa idea di prestazione scolastica”. E’ invece necessario fare in modo che nessuno resti indietro e pensare ad una scuola rinnovata che faccia crescere tutti grazie a modelli pedagogici e didattici innovativi. Una riflessione sui disturbi di apprendimento e le possibili strategie per sostenere gli studenti intrecciata al racconto di genitori, insegnanti e ragazzi.
Il bambino dalle ali di cristallo
Mentre ripercorre la storia della sua vita, l’autore racconta del suo viaggio per l’Italia alla ricerca di luoghi da esplorare e occasioni di incontro. Un viaggio di 8500 km accompagnato da un fotografo che ne ha documentato le varie tappe.
Nessuno escluso
Il libro documenta i risultati di una ricerca, realizzata in collaborazione con Indire, sul tema dell’inclusione scolastica dei bambini e dei ragazzi con disabilità, basata anche sulle immagini che aiutano a collocare nel tempo il percorso che ha portato all’apertura delle scuole a tutti gli alunni, anche a quelli disabili.

