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Autore: Annalisa Brunelli

Peer counseling della disabilità

Partendo dalla sua esperienza personale, l’autore propone alcuni cenni sulle problematiche delle lesioni midollari per soffermarsi poi sui gruppi di auto-mutuo-aiuto e il suo lavoro di peer counselor.

Visti da vicino

Una raccolta degli articoli che l’autrice ha scritto nel corso del tempo, partendo dalle sue esperienze personali. Gli articoli sono divisi per argomenti, dai primi interventi educativi ai problemi di sensibilità sensoriale fino alla ricerca neurologica e alle prospettive di carriera e offrono suggerimenti pratici che possono essere messi in atto immediatamente e che possono essere utili per tutti i disturbi dello spettro autistico.

L’evoluzione dell’insegnante di sostegno

E’ possibile pensare ad una scuola più inclusiva senza gli insegnanti di sostegno? La domanda può parere provocatoria o addirittura segnare un passo indietro nella storia dell’integrazione scolastica italiana. Eppure, l’autore lancia questa proposta forte perchè ritiene che una scuola inclusiva abbia bisogno di più insegnanti “normali” in compresenza, di un organico funzionale e di peer tutor, insegnanti specializzati esperti itineranti che aiutino in modo concreto i colleghi curricolari. Solo in questo modo tutto il corpo docente diventerebbe responsabile dell’integrazione senza deleghe ad altri.

Animali terapeuti

Dopo un’analisi della storia degli interventi con animali quali terapeuti e della relazione uomo-animale, il volume esamina le potenzialità di impiego degli animali domestici con bambini, anziani e persone con patologie psichiatriche o istituzionalizzate, riflettendo anche sugli aspetti etici e la cornice normativa di riferimento, ancora ai primi passi.

Animazione e demenze

L’animazione può essere uno strumento centrale per dare senso alle relazioni fra le persone e permettere lo sviluppo di connessioni fra ambiti e contesti differenti: nel caso di persone affette da demenza rappresenta un ponte tra gli interventi socio sanitari e le attività che cercano di migliorare la qualità della vita in una ricerca costante del senso della cura, nell’integrazione di buone prassi professionali e buone pratiche sociali, quindi in un’alleanza fra servizi di welfare e altri contesti dove particolare importanza hanno i familiari, i volontari e i cittadini.