Raccontiamo noi l’inclusione. Storie di disabilità
“Ciò che vivono le persone rispecchia una cultura, quella contemporanea, ma anche quella da cui proveniamo, quella passata, che ha condizionato la storia della diversità, i pregiudizi, gli stereotipi: in ogni storia possiamo veder rispecchiare la grande storia dell’inclusione; il tentativo è quello di farne strumento di insegnamento per tutti noi”. Frammenti di voci, persone disabili e familiari che si raccontano, accompagnate dai commenti di Mario Paolini, e che ci parlano di identità, scuola, lavoro, tempo libero e che, attraverso il commento finale di Fabio Ragaini aiutano a contestualizzare e a dare suggerimenti a chi si occupa delle politiche del territorio.


Matteo frequenta la prima elementare e la sua nuova amica Maria vuole capire meglio i suoi comportamenti apparentemente un po’ strani. Sarà la sorella del bambino a spiegarle in modo chiaro e delicato qual’è il deficit del fratello e come aiutarlo. Un libro rivolto ai bambini, voluto dall’associazione “Uniti per crescere Onlus”, che spiega ai più piccoli cos’è la sindrome di Prader Willi.
Per affrontare il tema della cittadinanza, gli autori di questo bel libro partono dallo sport: in Italia non sono pochi i problemi per i ragazzi che praticano discipline sportive ma che, pur essendo nati e cresciuti in Italia non sono italiani a tutti gli effetti. L’argomento viene affrontato dal punto di vista legislativo, per studiare poi il ruolo delle diverse federazioni e la situazione dell’integrazione sportiva nei diversi sport. Si arriva infine alle storie degli atleti, costretti spesso ad affrontare durissime sfide non sempre di carattere sportivo.
“C’era una volta uno stagno e nello stagno c’erano una volta le rane. Le rane passavano le giornate facendo cose da rana: saltavano e pigliavano mosche, sonnecchiavano sulle ninfee oppure giocavano con le libellule”. Ma improvvisamente qualcosa cade nell’acqua: una corona che cinge la testa della rana che l’ha ripescata. Le corone, si sa, sono per i re e le regine ma “cosa deve fare una Regina delle Rane? […] non deve parlare con le altre rane, non deve bagnarsi i piedi e deve avere una ninfea tutta sua”. Una storia divertente che sottolinea con ironia quanto il potere a volte sia vuoto e inconsistente e come sia facile farsi trascinare verso una sudditanza passiva e poco intelligente.
Bufo è un piccolo rospo sgraziato e poco abile, che vive ai margini dello stagno, isolato dagli altri per le sue incapacità. Fino al giorno in cui, incontrato casualmente un gruppo di insetti musicisti, non scoprirà il suo talento e riuscirà ad accettarsi e a farsi accettare per quello che è e non per quello che gli manca.