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Autore: Annalisa Brunelli

Lupo cattivo

“Lupo cattivo si chiamava proprio così: LUPO CATTIVO. Perciò tutti credevano che fosse cattivo per davvero”. Continuando a sfogliare le pagine, scopriremo che il lupo non è affatto cattivo e che anche i suoi nuovi amici hanno nomi che non corrispondono al loro carattere. Una storia semplice che fa riflettere sui pregiudizi e gli stereotipi, invitando a guardare oltre.

Anya e il suo fantasma

Anya viene dalla Russia e fatica ad integrarsi nel nuovo paese, cerca in tutti i modi di dimenticare e nascondere le sue origini mentre la sua vita di adolescente si srotola fra scuola, amicizie e primi amori. Il suo incontro con Emily, esile fantasma di una ragazza morta tanti anni prima, la costringerà a riflettere su se stessa e a fare i conti con la sua identità.

Nel paese dei libri

“C’è chi ha paura di volare e chi certi libri non li sa amare […]c’è chi scruta paesi sconosciuti e chi legge per lenti minuti, c’è chi colleziona magiche parole e chi lavora per un tempo a venire”. Illustrazioni raffinate e incantate per un libro che ci invita a tuffarci fra i libri, a sfogliare libri facili, libri difficili e a lasciarci trasportare dal piacere della lettura.

Hank Zipzer e i calzini portafortuna

“Non so se ne ho già parlato, ma ho dei disturbi dell’apprendimento. Alcune cose a scuola sono molto difficili per me, come leggere, scrivere e fare i calcoli. E anche alcune cose fuori dalla scuola sono difficili, come lanciare e afferrare. Ci sono così tante cose su cui bisogna concentrarsi che è come se la mia mente si svuotasse. la mia mente e le mie mani non sembrano piacersi reciprocamente. Di sicuro non si ascoltano”. Con ironia e consapevolezza, Hank deve questa volta fare i conti con le Olimpiadi scolastiche e la gara di baseball. I calzini della sorella Emily sono davvero portafortuna? Hank riuscirà a indossarli il giorno della gara?

Il piccolo burattinaio di Varsavia

Inverno 2009 a New York: dopo anni di silenzio, il vecchio Mika apre il suo cuore al nipote, raccontando della sua vita a Varsavia, della sua famiglia, del ghetto e delle deportazioni. Il suo incontro con Max, un soldato tedesco che lo costringe a fare spettacoli di burattini per gli ufficiali resta indelebile nella sua memoria. Ma anche Max non dimentica il bambino del ghetto e, nella seconda parte del libro, lo seguiamo nei campi di prigionia in Siberia e nel suo ritorno a casa. Le due storie sembrano procedere indipendenti finchè un’altra burattinaia non arriverà a New York.