“Papà, puoi anche scolarti tutto l’alcol del mondo, ma non sarà questo a restituirci la mamma”. È Paloma, undici anni, che si rivolge al padre cercando di scuoterlo dalla sua apatia e dal suo dolore per la morte della moglie. E che racconta di come, insieme alla sua capra domestica Napoleon, ha escogitato un piano per aiutarlo: parteciperà ad un concorso proponendo una formula matematica ideata dalla madre e con i soldi risolverà tutto. Ma non tutto andrà come pensava …
“È stato molto difficile: dove si trova la forza per farsi andar bene, e poi perfino celebrare, la vita del proprio figlio, sapendo che sarebbe stato emarginato, incapace di raggiungere certi obiettivi, che non si sarebbe mai sposato, non avrebbe mai avuto figli, né studiato, né intrapreso una carriera gratificante? Soltanto dopo tanto dolore e tante paure sono riuscita ad arrivare a un punto cruciale: Luca va bene così com’è” […] Ricordo però il momento in cui qualcosa dentro di me è scattato. Ho preso Luca in braccio, l’ho guardato – anche se lui invece guardava le ombre e la luce tra gli alberi – e gli ho detto: “Sei così? Sei diverso? E io per dispetto ti amerò più di ogni altra persona al mondo, per tutta la mia vita. Il tuo essere così lontano da ciò che mi aspettavo non mi impressiona più. In qualche modo ce la faremo”.
Università 21 è un’associazione che collabora con l’Università di Modena e Reggio Emilia per consentire di partecipare attivamente alla vita universitaria a giovani adulti con disabilità intellettive che non sono diplomati, con il supporto di figure educative. Il volume, nel raccontare questa decennale esperienza, riflette su pregiudizi e difficoltà nel riconoscere che anche le persone con disabilità diventano adulte e come progetti come questo possano essere motori di un cambiamento culturale e sociale.
Realizzato con la collaborazione dell’Istituto Cervi, questo graphic novel ha vinto il premio Andersen 2025 come miglior libro a fumetti. Con belle tavole evocative, racconta la storia della famiglia Cervi, attraverso la voce del territorio che ha visto crescere i sette fratelli, fare scelte difficili come quella di abbandonare la mezzadria per essere padroni di se stessi e della propria terra. Ma soprattutto li ha visti scegliere con decisone da che parte stare.
“Le grosse chiavi nelle serrature / anche di notte continuano a girare […] sulle pareti ci sono grida, / parole incise con un chiodo. / Oh disperazione, o folle speranza / di quelli che sono morti prima di me… / Sento che sono ancora qui, / intorno a me e mi guardano. / I loro volti si accendono, / nel buio come stelle. / E io appoggio la testa / alle loro spalle d’ombra”. Con questo volume si conclude la trilogia dedicata alla storia di Madeleine Riffaud, una donna che non ha mai piegato la testa e ha sempre combattuto per la libertà. Dopo essere entrata in clandestinità giovanissima, viene arrestata perché ha ucciso un ufficiale tedesco. Il graphic novel, dalle belle illustrazioni sui toni del blu, racconta il periodo di prigionia e di torture che la donna subì, senza mai tradire, sostenuta anche dalla solidarietà fra prigioniere. Proprio alcune di loro, caricate insieme a lei su un treno diretto a Ravensbrück, le permisero di fuggire. Tornerà a combattere e riuscirà a festeggiare la liberazione di Parigi, il 23 agosto 1944, giorno del suo compleanno. Compiva vent’anni ma aveva già vissuto una vita intera.