Siblings: crescere fratelli e sorelle di bambini con disabilità
“Ascoltare, accompagnare, sostenere i siblings significa aiutare le loro famiglie a vivere appieno la loro genitorialità, unica, come unica è l’esperienza dei fratelli e delle sorelle dei bambini con disabilità. Lo sguardo dei siblings sulla disabilità è diverso da quello dei loro genitori ed è sicuramente più intimo […] il loro approccio è capace di trasformare quello che può sembrare soltanto un limite in una risorsa, una fatica in un traguardo”. Un libro che dà voce ai fratelli e alle sorelle di persone con disabilità e propone un percorso sui temi educativi e affettivi che riguardano tutti i figli, disabili e non.


Mentre un gruppo di bambini è in visita alla biblioteca, l’edificio si stacca dalle fondamenta e inizia a navigare. Isolati da tutto, adulti e bambini saranno costretti a fare i conti con le difficoltà di sopravvivenza e i rapporti non sempre sereni fra loro. Il viaggio li aiuterà a crescere, imparare ad aiutarsi e sostenersi reciprocamente mentre i libri faranno da sfondo e sostegno a tutta l’avventura.
“…decido di non litigare. E’ lo svantaggio di avere un papà che è stato in guerra. C’è già lui che litiga. E se litighiamo ancora di più, scoppia la guerra. E io non voglio. Non voglio più grida. O patate che volano da tutte le parti”. Da quando il papà di Ezra e Zoe è tornato dalla guerra, traumatizzato e non in grado di gestire la propria aggressività, le due sorelline faticano a ritrovare la serenità e, con strategie diverse, cercano di riportare un po’ di pace in famiglia. La storia viene raccontata in prima persona da Ezra, adolescente inquieta che ben rappresenta i tanti bambini che devono fare i conti con cosiddetti “danni collaterali” delle guerre dei nostri giorni.
E’ lo stesso giovane protagonista che racconta i suoi stati d’animo a sei mesi di distanza dalla morte della sorella cui era legatissimo. Un viaggio dentro se stesso che lo porta ad accettare la sua scomparsa e la possibilità di avere una propria identità anche senza di lei e che lo aiuta riconoscere e sperimentare la propria omosessualità.
«Se devo essere per sempre un vegetale, allora scelgo di essere un geranio!». L’autore riparte da ciò che fu detto ai suoi genitori al momento della sua nascita e dalla fiducia con cui l’hanno cresciuto. Non una vera e propria biografia né un saggio scientifico, ma un’antologia di esperienze e temi legati alla cultura della diversità che parte dal presupposto che niente va dato per scontato e anche un geranio può educare all’inclusione. Infinite, infatti, sono le potenzialità nascoste da far germogliare e infiniti i percorsi che è possibile intraprendere, quando i semi vengono nutriti con la giusta dose di fiducia.