Il principe Azzurro, la principessa Fuxia

Due storie intrecciate raccontate solo per immagini che seguono i due protagonisti nei loro viaggi verso casa. Leggendo il libro dall’inizio alla fine o viceversa partendo dalla fine scopriremo cosa accade ai due ragazzi e in quanti casi si sono incrociati senza vedersi.


E’ arrivata l’estate e Nico come sempre va a trascorrere le vacanze su una piccola isola dove vive la nonna. Apparentemente lasciato a se stesso, mentre lei si dedica a mille attività diverse, Nico passa le giornate esplorando le coste rocciose e i mille anfratti fonte di sempre nuove sorprese. Ma quando si troverà in difficoltà, scoprirà di non essere solo.
Una riflessione su pregiudizi e cambio di atteggiamento che si intreccia con le vicende personali dell’autore che vuole smontare la tendenza a identificare le persone con disabilità con il proprio deficit senza tenere conto della grande complessità di ciascuno.
Sospeso fra realtà e magia, il romanzo, ambientato in un paesino poverissimo dell’Abruzzo del 1938, segue le vicende di un ragazzino che la polio ha lasciato con una gamba più sottile che lo costringe a zoppicare vistosamente. Determinato a capire perchè il padre e l’amatissimo nonno non si rivolgano la parola, non esiterà a farsi aiutare da un piccolo diavolo per risolvere il mistero.
“Mentre si dorme si cresce/nei sogni si cresce”. Una ballata che invita i piccoli, nati prematuri, a resistere e ad aprirsi alla vita. Un coro di voci bambine che raccontano quanto di bello si può trovare se si decide “di svegliarsi da questa parte” e tuffarsi nella vita. Come dice l’autrice, che ha portato la ballata nei reparti di neonatologia, “le parole non guariscono ma curano, le formule della vita stanno chiuse dentro il soffio di una voce che ci incoraggia, dentro memoria di vita impastata d’immaginazione. Tutti ne abbiamo bisogno”.