Ragazza Aspy come vorrei che il mondo ci capisse
“Per alcuni mesi sono stata la penna di Agnese ma, ancor di più, sono stata uno sguardo in cui specchiarsi, vedersi e raccontarsi. Perché di cose da dire Agnese ne aveva così tante che insieme le abbiamo pazientemente e appassionatamente messe in fila, una dopo l’altra […] dare voce a qualcuno è una grande responsabilità: Agnese mi ha permesso di imparare, empatizzare e immedesimarmi. Mettersi nei panni di un altro è un ottimo allenamento, ma è soprattutto un regalo che si riceve”. Le parole di Irene Roncoroni, copywriter e anche amica di Agnese introducono la storia di una ragazzina cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.


Una raccolta di 19 storie con un ordine graduale di difficoltà con schede operative suddivise in comprensione figurata, attività per stimolare la riflessione sui contenuti ed esercizi di approfondimento. Le storie utilizzano un linguaggio semplice, raccontano fatti concreti che in un fascicolo a parte sono ripresi con sequenze illustrate e permettono di potenziare le abilità di comprensione, espressione e ascolto, in particolare di bambini dai quattro agli otto anni.
Una raccolta di schede operative rivolte agli studenti di quarta e quinta della scuola primaria con disturbi specifici di apprendimento. Più nello specifico, il volume propone materiali di lavoro per l’insegnante, schede per i singoli alunni e laboratoriali per la classe in un percorso didattico che prevede pratiche concettuali legate ai numeri naturali, razionali e relativi e alla geometria. Inoltre, fornisce indicazioni pratiche per l’automatizzazione del calcolo, l’uso di strumenti compensativi e la soluzione dei problemi.
Partendo dal presupposto che la comprensione del linguaggio sia un elemento chiave per diagnosticare un disturbo dello sviluppo, le autrici presentano uno strumento utile a pianificare un eventuale trattamento riabilitativo. Si tratta di una prova che prevede l’utilizzo di oggetti tridimensionali che siano familiari ai bambini fra i 18 e i 48 mesi di età, ritenuti utili per valutare la capacità di comprensione di frasi semplici.
“L’anno che non ho compiuto gli anni è stato quell’anno che sono rimasta molto tempo in casa perché fuori c’era Qualcosa e noi non ci fidavamo ed era meglio stare dentro”. Si apre così il resoconto di una ragazzina che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi mesi e le sensazioni che ha provato a sentirsi sottrarre tempo, esperienze e relazioni. Un albo pensato per dare voce alle paure e alle insicurezze scaturite da una pandemia che nessuno prevedeva e che ha cambiato lo stile di vita di tutti.